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Cucina Italiana patrimonio dell’umanità UNESCO, AIFO: “Vittoria culturale, l’olio è la nostra firma”

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Il commento dei produttori AIFO: “Riconoscimento che premia la sapienza di territori e famiglie. Ora difendiamo la qualità”

Ormai è ufficiale: la cucina italiana è patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La decisione è stata adottata dal Comitato intergovernativo UNESCO, sancendo un passaggio epocale per il Made in Italy.

Il modello alimentare italiano, fondato su biodiversità, qualità, tradizione e saperi artigianali, entra così nel novero dei patrimoni universali da tutelare e tramandare.

A dare l’annuncio è stato il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, confermando che la candidatura – sostenuta da un ampio lavoro istituzionale, scientifico e culturale – ha ricevuto la valutazione positiva e il voto finale favorevole. Un riconoscimento che non premia solo un insieme di ricette, ma un sistema culturale complesso: fatto di territori, paesaggi agricoli, tecniche di trasformazione secolari e comunità che vivono il cibo come identità condivisa.

L’olio extravergine: cuore della Dieta Mediterranea

Dentro questo mosaico, l’olio extravergine d’oliva occupa un ruolo centrale. È la matrice stessa della Dieta Mediterranea, l’ingrediente che lega le regioni italiane in un filo continuo di stili, profumi e tradizioni. È soprattutto il risultato del lavoro quotidiano di migliaia di frantoiani e olivicoltori che, generazione dopo generazione, hanno custodito un patrimonio agricolo e culturale unico al mondo.

La soddisfazione di AIFO

AIFO (Associazione italiana Frantoi Oleari) accoglie questo riconoscimento come un incoraggiamento a proseguire nel percorso già tracciato in collaborazione con Italia Olivicola nell’attuazione del Programma Operativo 2025. L’obiettivo è chiaro: valorizzare la qualità, rafforzare le certificazioni DOP e IGP e sostenere l’ammodernamento dei frantoi e la sostenibilità ambientale.

“L’ingresso della cucina italiana nel patrimonio dell’UNESCO è una vittoria culturale che appartiene a tutto il Paese – afferma Alberto Amoroso, presidente di AIFO –. Per noi frantoiani rappresenta un riconoscimento doppio: l’olio extravergine d’oliva non è solo un alimento, ma un simbolo identitario, il frutto di una sapienza che unisce territori, famiglie, imprese e paesaggi. È la nostra firma sulla storia del gusto italiano. Oggi l’Italia celebra un traguardo che ci impegna ancora di più a difendere la qualità, sostenere l’innovazione e accompagnare la filiera verso il futuro”.

Le sfide future

Il riconoscimento UNESCO arriva in un momento cruciale per l’olivicoltura italiana, chiamata ad affrontare le sfide della competitività internazionale, del cambiamento climatico e del rinnovamento strutturale.

Ma oggi – mentre nelle case e nelle piazze si accendono le luci del periodo natalizio – l’Italia può festeggiare un risultato che parla di orgoglio, identità e continuità: la cucina italiana è patrimonio dell’umanità e, dentro di essa, l’olio extravergine d’oliva brilla come uno dei suoi simboli più autentici.

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