Siracusapress.it
Caso Galvagno

Accuse di corruzione all’Ars: Sinistra Futura e PeR chiedono rispetto per la legalità e un gesto di responsabilità

Siracusapress.it

condividi news

Pippo Zappulla e Miguel Donegani criticano la mancata dimissione del Presidente Galvagno e denunciano il clima politico in Aula, sottolineando l’importanza della trasparenza e del rispetto delle istituzioni

In seguito alle accuse di corruzione che coinvolgono il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana (Ars), Pippo Zappulla e Miguel Donegani, rispettivamente Coordinatore regionale di Sinistra Futura e di PeR, hanno espresso forte disappunto per la decisione di Galvagno di non dimettersi.

«In una società appena normale di fronte ad accuse di corruzione nell’esercizio del proprio ruolo il Presidente dell’Ars si sarebbe dovuto dimettere senza se e senza ma. Invece sceglie di non farlo forte del sostegno del centro destra e del silenzio inaccettabile di Schifani», hanno dichiarato Zappulla e Donegani, sottolineando come questa situazione rappresenti «uno schiaffo alla dignità dei siciliani, alla cultura della trasparenza e della legalità che segna una decadenza dell’etica che fa diventare un caso nazionale la vicenda siciliana».

Secondo i due esponenti politici, il dibattito avvenuto in Aula all’Ars si è trasformato in una «farsa» conclusasi in modo «imbarazzante». Hanno precisato che il punto centrale non era stabilire se Galvagno abbia commesso i reati per cui è indagato — aspetto che sarà accertato dalla Magistratura — né il ruolo della politica nelle indagini.

La vera questione, secondo loro, riguardava «l’etica e la morale e le conseguenze sulla credibilità delle istituzioni regionali con indagini su accuse così gravi». Pur riconoscendo la presunzione di innocenza, Zappulla e Donegani hanno evidenziato che «la credibilità delle istituzioni che rappresentano i cittadini non può aspettare i tempi della giustizia».

Durante la seduta, alcuni interventi hanno difeso acriticamente Galvagno, con accuse rivolte alla Magistratura e alla stampa per aver avviato e divulgato le indagini. Al contrario, è stato sottolineato il valore dell’intervento di Ismaele La Vardera, «coerente e coraggioso» nel chiedere al Presidente un gesto di rispetto per i siciliani e per le istituzioni.

Le indagini della Magistratura riguardano, infatti, la gestione del sistema dei contributi e della Fondazione Federico II, con particolare attenzione alla rete dei rapporti nella gestione dei fondi destinati a cultura e spettacolo. I due coordinatori hanno espresso solidarietà ai siciliani che «difendono l’autonomia della Magistratura e il diritto-dovere ad informare dei giornalisti, che non abbassano la testa, che si indignano contro il malaffare e la corruzione».

Concludono affermando: «Nella terra di Falcone e Borsellino l’asticella della legalità, della lotta alla mafia e alla corruzione non deve mai abbassarsi. Lavoriamo perché questa classe dirigente di centrodestra siciliana risponda correttamente alle indagini della Magistratura ma venga sconfitta presto dal giudizio dei siciliani».

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni