Il vice presidente dei senatori dem deposita un’interrogazione urgente al Viminale dopo l’escalation di violenza registrata tra il 2025 e l’inizio del 2026: “Quadro preoccupante, servono più uomini e mezzi”
Attentati dinamitardi, assalti ai bancomat con esplosivo, omicidi e sparatorie in pieno giorno. È un bollettino di guerra quello che arriva dalla Sicilia, dove tra la fine del 2025 e le prime settimane del 2026 si è registrata una preoccupante escalation criminale. Di fronte a un quadro definito “allarmante” e alla crescente percezione di insicurezza tra i cittadini, la politica batte un colpo. Il senatore siracusano Antonio Nicita, vice presidente del gruppo PD a Palazzo Madama, ha deciso di portare il caso direttamente sul tavolo del Governo nazionale.
Nicita ha depositato un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. L’atto non è solo una richiesta di chiarimenti, ma un vero e proprio grido d’aiuto per un territorio che vede il ritorno di pratiche violente che sembravano appartenere al passato. «Cresce l’allarme sicurezza in Sicilia – si legge nella nota del senatore – per l’aumento degli episodi criminali, con un focus particolare sulle province di Palermo, Catania e Siracusa, dove si concentrano i fatti più gravi».
La richiesta al Viminale è duplice: interventi immediati e una strategia a lungo termine. Nell’atto ispettivo, Nicita chiede esplicitamente «quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare per rafforzare la sicurezza e potenziare gli organici delle forze dell’ordine», spesso costrette a operare sotto organico in territori vasti e complessi.
Ma la proposta politica va oltre l’ordinaria amministrazione: il senatore dem sollecita la valutazione di un “piano straordinario per la sicurezza in Sicilia”. L’obiettivo è contrastare efficacemente il ritorno di atti intimidatori con l’uso di esplosivi, fenomeno che sta terrorizzando commercianti e residenti e che rischia di saldare la criminalità comune con quella organizzata.











