La Sicilia è l’unica regione con l’agricoltura in negativo mentre l’Italia cresce del 10,25% per siccità, infrastrutture inadeguate e costi elevati
Il dato di Unioncamere mette in luce una profonda anomalia nel panorama agricolo nazionale. Mentre il resto d’Italia, e in particolare il Sud, mostra una robusta crescita (media nazionale del +10,25%), la Sicilia è in regressione.
Questa caduta non è un evento isolato, ma coinvolge l’intero tessuto produttivo agricolo regionale, come testimoniato dalla collocazione di tutte le province siciliane nelle ultime posizioni della graduatoria.
La performance negativa della Sicilia è spesso il risultato della combinazione di diversi fattori strutturali e congiunturali che colpiscono il settore primario dell’isola:
1. Impatti Climatici Severi (Siccità/Eventi Estremi): La Sicilia è una delle regioni più esposte agli effetti del cambiamento climatico. Anni di prolungata siccità hanno ridotto drasticamente la disponibilità idrica, essenziale per colture chiave come agrumi, ulivi e ortaggi. Parallelamente, eventi meteorologici estremi (come grandinate o alluvioni lampo) possono distruggere i raccolti in pochi giorni, influenzando negativamente la produzione e il valore aggiunto.
2. Difficoltà di Accesso all’Acqua e Infrastrutture Irrigua Vetuste: Le infrastrutture idriche e irrigue sono spesso inadeguate o obsolete. La carenza di investimenti nella modernizzazione delle reti di distribuzione e degli invasi rende difficile una gestione efficiente delle risorse idriche, aggravando gli effetti della siccità sui costi di produzione.
3. Aumento dei Costi di Produzione: Come evidenziato dal Presidente Prete a livello nazionale, anche l’agricoltura siciliana risente dell’alto costo dell’energia (necessaria per l’irrigazione, i trasporti e la lavorazione), dei fertilizzanti e dei fitofarmaci. In un contesto di calo della produzione, l’aumento dei costi incide in modo più aggressivo sul valore aggiunto finale.
4. Criticità Logistiche e di Mercato: Nonostante la qualità eccellente delle produzioni tipiche (come grano, vino, frutta e verdura), la logistica interna ed esterna all’isola resta un freno. I costi di trasporto elevati e le difficoltà di accesso ai mercati internazionali e del Nord Italia erodono la marginalità per gli agricoltori.
Il paradosso del Mezzogiorno
Il calo della Sicilia si pone in netto contrasto con la generale performance positiva del resto del Sud Italia, che sta ribaltando l’immagine di “area strutturalmente arretrata”.
Questo evidenzia che il problema siciliano è localizzato e specifico, e non riflette una crisi generalizzata del Meridione, bensì la necessità urgente per la regione di attuare politiche mirate che affrontino in primis la gestione della risorsa idrica e l’innovazione tecnologica per proteggere le colture dal clima impazzito.











