Il titolare della struttura: “Attività svolta sulla base di titoli e autorizzazioni, ho fiducia nel lavoro della Magistratura e dei miei legali”
La Procura della Repubblica di Siracusa ha operato il sequestro preventivo di un chiosco all’Isola delle Correnti, nel territorio di Portopalo di Capo Passero. A darne notizia sui social è proprio il titolare del Lunimar, questo il nome della struttura molto frequentata da residenti e turisti, che ha confermato la piena fiducia nei confronti della Magistratura.
“Questa mattina mi è stato notificato un decreto di sequestro preventivo riguardante la mia attività, nell’ambito di un procedimento penale avviato dalla Procura della Repubblica di Siracusa – le parole di Marco Celeste -. Da quanto mi è stato rappresentato e per quanto emerge dagli atti che saranno adesso compiutamente esaminati dai miei legali, il procedimento trae origine anche da accuse formulate dal sig. Simone Greco e dal sig. Cristiano Leoni in relazione alla presenza della mia attività nell’area dell’Isola delle Correnti e, in particolare, all’utilizzo di sdraio e ombrelloni. Voglio dirlo con estrema chiarezza: ho piena fiducia nel lavoro della Magistratura e sono assolutamente sereno sulla possibilità di dimostrare la correttezza del mio operato nelle sedi competenti”.
Celeste ha anche confermato l’assoluta liceità dell’attività nella sua struttura: “L’attività Lunimar è esercitata sulla base dei titoli, dei pareri e delle autorizzazioni acquisiti presso le amministrazioni competenti, per quanto rispettivamente di competenza, tra cui Soprintendenza di Siracusa, Genio Civile, Comune di Portopalo di Capo Passero e ASP di Siracusa, oltre alla relativa documentazione amministrativa e sanitaria. La struttura destinata all’attività è collocata sull’area asfaltata e, per quanto mi è stato contestato con il provvedimento oggi notificato, la questione oggetto del procedimento riguarda specificamente l’utilizzo delle attrezzature da spiaggia, che i clienti noleggiavano autonomamente a terra piazzandole dove ritengono opportuno”.
“È proprio su questo punto che i miei legali, ai quali ho già conferito immediato mandato, interverranno nelle forme e nei termini previsti dalla legge, producendo tutta la documentazione amministrativa e tecnica necessaria e facendo valere le nostre ragioni davanti all’Autorità giudiziaria”.
Il titolare del chiosco sequestrato ha poi chiarito alcuni punti: “In questi anni ho scelto di lavorare rispettando le prescrizioni degli enti competenti e ponendo una particolare attenzione alla tutela di un luogo straordinario e delicato come l’Isola delle Correnti. Non ho realizzato scavi sulla spiaggia, non ho interrato strutture o fosse, non ho eseguito opere finalizzate ad alterare l’arenile o l’habitat naturale, non sono mai entrato in spiaggia con alcun mezzo. Il principio seguito è sempre stato quello di consentire alle persone di vivere questo territorio con rispetto, nello stesso contesto nel quale ogni giorno cittadini e visitatori portano autonomamente il proprio ombrellone e la propria sdraio per godere liberamente del mare. Sono migliaia e migliaia le persone che, anche privatamente e senza passare dalla mia attività. Proprio nei loro confronti sentivo il dovere di parlare immediatamente e direttamente, prima che altri raccontassero questa vicenda al posto mio”.
Celeste, infine, conferma la fiducia anche nei confronti dei propri legali: “Non intendo alimentare polemiche né processi mediatici. Le questioni giudiziarie si affrontano nelle sedi giudiziarie, con gli atti, con i documenti e nel rispetto delle istituzioni. Continuerò ad avere piena fiducia nella Magistratura e piena fiducia nel lavoro dei miei avvocati”.










