sex pistols siracusapress

“God save the queen” oggi più punk che mai

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[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/yqrAPOZxgzU”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Sinceramente rispetto ai principini multimilionari che oggi con le accuse di razzismo alla (loro) Royal Family scuotono il Regno Unito e il Commonwealth (le Barbados sono indignate) io preferisco la furia un po’ animale e un po’ cialtrona dei Sex Pistols che nel ’77, anno del Giubileo di Elisabetta, masticarono e vomitarono l’inno dell’UK. Furono censurati, banditi, vituperati. Ovviamente fu un successo strepitoso e forse il momento in cui il punk diventò un fenomeno globale.

God save the Queen
(Dio salvi la regina)
She ain’t no human being
(Non è un essere umano)
There is no future
(Non c’è futuro)
In England’s dreaming
(Nei sogni dell’Inghilterra)
Don’t be told what you want,
(Non farti dire ciò che vuoi)
And don’t be told what you want to need
(e non farti dire di cosa vuoi aver bisogno)
There’s no future, no future
(Non c’è futuro, non c’è futuro)
No future for you
(Nessun futuro per te)

I Sex Pistols non sarebbero mai andati da Ophrah Winfrey a lavare i panni sporchi. Loro i panni li lavavano sul palco con orgogliosa indecenza.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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