La sicurezza al primo posto
Tra le “Operazioni ad Alto Impatto” della Polizia Stradale, nella cornice TISPOL – network delle Polizie stradali europee, programmate per l’anno 2024 e dedicate a contrastare i comportamenti più pericolosi per la sicurezza stradale, hanno preso il via anche quelle in materia di controlli di legalità nel settore dell’autotrasporto nazionale ed internazionale di persone.
A questo proposito la Polizia Stradale di Siracusa, negli ultimi giorni, ha intensificato i servizi impiegando personale con specifica preparazione in materia, attenzionando le strade interessate da un maggior flusso di veicoli adibiti a svolgere il servizo di autotrasporto.
Nel corso dei servizi sono stati controllati 19 veicoli adibiti al trasporto professionale di persone, contestando ben 10 violazioni afferenti, nella gran parte, a mancanze dei requisiti soggettivi dei conducenti professionali od a carenze nella dotazione dei dispositivi di sicurezza (assenza di martelletti frangivetro o di cassette di pronto soccorso, per fare un esempio).
Questo tipo di controlli, vista anche la percentuale tra i mezzi controllati e le violazioni accertate, verrà ripetuta con maggiore frequenza in considerazione dell’importanza correlata al trasporto degli utenti in sicurezza sugli autobus ed, in generale, sui mezzi adibiti al trasporto di persone.
“ E’ preoccupante rilevare come ancora oggi, nonostante le campagne di informazione e di prevenzione poste in essere dal Servizio Polizia Stradale, permangano sacche di resistenza da parte di coloro che, soprattutto in ragione dell’attività professionale svolta – così delicata quale quella del traposto di persone – non si adeguino ancora alla normativa vigente. Quando si parla di trasporto di persone si affronta un tema delicato che riguarda tutti, e la responsabilità dei conducenti e dei titolari delle aziende che forniscono questa tipologia di servizi aumenta in maniera esponenziale. Con la vita dei passeggeri non si scherza”, la dichiarazione del Comandante della Polstrada di Siracusa Giovanni Martino.










