Elio Vittorini assolto perché i fatti a lui contestati non costituiscono reato
Si è concluso con un verdetto quasi plebiscitario il “processo” allo scrittore siracusano celebrato a Siracusa nell’ambito della Settimana Vittoriniana, che culminerà domani sera con la scelta del vincitore della XXIII edizione del Premio Letterario Nazionale Elio Vittorini, manifestazione promossa dall’Associazione Culturale Vittorini Quasimodo assieme all’Assessorato alla Cultura della Città di Siracusa, con la collaborazione della Fondazione Inda e con il patrocinio dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.
Al centro del processo un tema di straordinaria attualità quale il rapporto tra politica e cultura che vide tra il 1946 e il 1947 Vittorini polemizzare aspramente con Togliatti a suon di articoli sulle pagine di Rinascita e del Politecnico.
L’assoluzione è stata pronunciata ieri sera nell’aula allestita all’Urban Center dal presidente, l’avvocato Sebastiano Grimaldi, che nella motivazione ha rilevato “la fondatezza delle difese spiegate da Vittorini, il quale, per usare le stesse argomentazioni terminologiche dell’imputato, pur condannato dal “tribunale della politica” alla chiusura della rivista Il Politecnico nell’anno 1947, viene oggi assolto da questa Giuria, a distanza di quasi ottant’anni, con decisione resa con verdetto pressoché unanime da quello che chiameremo il “tribunale della storia”.
A sostenere le ragioni dell’Accusa è stato il prof. Rosario Mangiameli per il quale “Vittorini potrebbe essere designato come l’antesignano del divorzio tra politica e cultura che oggi abbiamo. Naturalmente visto con lo sguardo di oggi è una forzatura e non dobbiamo appunto dimenticare che questa polemica si è svolta in un’Italia diversa da quella attuale. Certo sarebbe interessante avere oggi un dibattito intenso e acceso come quello per il quale processiamo a Siracusa Elio Vittorini, ma non abbiamo oggi i soggetti necessari, almeno sicuramente dal punto di vista politico”.
A far trionfare le ragioni di Vittorini ci ha pensato il suo difensore, il prof. Antonio Di Grado (che guida anche la Commissione di valutazione delle opere in concorso), che ha puntato “sulla difesa dell’autonomia della cultura rispetto alle pretese strumentali della politica. Ho inteso sottolineare quanto quel dibattito non fosse tra politica e cultura, che sono due entità astratte, quanto piuttosto tra due intellettuali e politici che la pensavano molto diversamente”.
A guidare il voto della giuria popolare è stato il blogger Giuseppe Gingolph Costa, che ha evidenziato, date alla mano, come il dibattito e la polemica si siano sviluppati e articolati in un lungo arco di tempo “mentre oggi, se mai ci fosse una simile occasione, si sarebbe esaurita nel volgere di un paio di tweet e di qualche velenoso post”.
Oggi la Settimana Vittoriniana propone un altro appuntamento particolarmente atteso. Sempre all’Urban Center, a partire dalle 18, spazio alla conoscenza dei tre autori finalisti Simona Lo Iacono con “Virdimura” (Guanda), Chiara Mezzalama con “Le nostre perdute foreste” (edizioni e/o) e Alberto Riva con “L’ultima estate a Roccamare” (Neri Pozza). A conversare con i finalisti saranno, rispettivamente, Edda Cancelliere, Teresella Celesti e Carmelo Maiorca.
In apertura spazio al ricordo di Livia Gagliano, libraia di Ortigia e amica del Premio Vittorini, scomparsa poco meno di un anno fa. Ingresso libero sino ad esaurimento dei posti disponibili.
In serata, a partire dalle 21, al Teatro Massimo Città di Siracusa, spettacolo dell’opera dei pupi della compagnia dei fratelli Napoli “Astratti furori siciliani” ispirato a Conversazione in Sicilia di Elio Vittorini. Ingresso a pagamento.










