Incontro Versalis al MIMIT, Urso: “Impegni ok per riconversione green”. CGIL (Alosi): “Ministro fugge, ignora crisi lavoro indotto Siracusa”
Due realtà parallele, due narrazioni inconciliabili emergono dopo l’incontro tenutosi ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) sulla cruciale partita della riconversione industriale di Versalis a Siracusa e sul futuro dell’indotto. Da un lato, il Ministro Adolfo Urso parla di “impegni rispettati” e di un modello di sostenibilità; dall’altro, la CGIL di Siracusa, con il segretario Roberto Alosi, denuncia un “gravissimo episodio” culminato nell'”abbandono del tavolo” da parte dello stesso Ministro.
La versione del ministero: “Impegni rispettati, modello green”
Secondo una nota ufficiale del MIMIT, l’incontro con le rappresentanze dell’indotto mirava ad “approfondire le aspettative e le istanze delle parti sociali, al fine di garantire la continuità produttiva e occupazionale“. Il Ministro Urso ha dichiarato: «Stiamo rispettando gli impegni presi e l’incontro di oggi […] lo testimonia ancora una volta. Siamo impegnati affinché la riconversione green degli impianti di Versalis diventi un modello di sostenibilità industriale […], nel pieno rispetto del principio – da noi concretamente attuato – di ‘clima e lavoro’. Come governo, monitoreremo e garantiremo il rispetto degli impegni assunti dall’azienda nel piano industriale e nel protocollo d’intesa sottoscritto al Mimit». Il Ministero ricorda che il confronto segue le riunioni che hanno portato alla firma del Protocollo (tra azienda, Mimit, Regioni Lombardia e Siciliana e organizzazioni sindacali – ad esclusione della Cgil).
La denuncia della CGIL: “Ministro in fuga, ignorata emergenza lavoro”
Di tutt’altro tenore la lettura della CGIL siracusana. “Quello che si è consumato venerdì al MIMIT, dove eravamo presenti, non è solo uno sgarbo istituzionale: è l’emblema di un governo che volta le spalle ai territori industriali del Mezzogiorno e a migliaia di lavoratori lasciati senza prospettive”, afferma duramente il Segretario Generale Roberto Alosi. Il sindacalista parla di “abbandono del tavolo ministeriale da parte del ministro Adolfo Urso”, convocato per affrontare l'”emergenza occupazionale provocata dalla chiusura della chimica di base di Eni Versalis”.
“Una crisi nazionale che per Siracusa ha il sapore del disastro annunciato,” prosegue Alosi, denunciando l’assenza di risposte per i lavoratori diretti, dell’indotto e per l’intero territorio. L’attacco è frontale: “Eni, che ha incassato credibilità pubblica promettendo tutela dell’indotto, era assente. Il ministro Urso, che avrebbe dovuto guidare una transizione industriale seria, sceglie di sottrarsi al confronto alzando la voce per mascherare il vuoto di contenuti. Si fugge quando non si ha nulla da dire”.
La CGIL chiede un piano di reindustrializzazione e annuncia mobilitazioni
“Siracusa non ha bisogno di slogan, ma di un progetto,” incalza Alosi. “Un piano di reindustrializzazione che tenga dentro il lavoro, l’ambiente e la giustizia sociale. Che non svenda il patrimonio produttivo nazionale […]. Che metta al centro la persona e la dignità del lavoro. Noi non fuggiamo“.
La CGIL di Siracusa annuncia che valuterà nelle prossime ore nuove iniziative di mobilitazione “per impedire che l’emergenza sociale si trasformi in desertificazione industriale”. “Non si cancella con un grido, del Ministro, il diritto al lavoro,” conclude Alosi. “Continueremo a batterci per una riconversione vera, fondata sul rispetto dei territori e sul protagonismo dei lavoratori. Il futuro di Siracusa non si abbandona. Lo si costruisce. E noi saremo lì a difenderlo, centimetro dopo centimetro”.











