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Siracusa, Aretusacque: Cannata, Rocca e Lentini diffidano il commissario

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Rachele Rocca, Rossana Cannata e Daniele Lentini: “Sei mesi di silenzio e ero trasparenza”

I sindaci di Portopalo di Capo Passero, Avola e Francofonte hanno diffidato formalmente il commissario ad acta dell’ATI Siracusa a non adottare alcun provvedimento sulla gestione idrica senza preventiva condivisione con i Comuni. In un comunicato congiunto, Rachele Rocca, Rossana Cannata e Daniele Lentini denunciano sei mesi di immobilismo e l’assenza totale di trasparenza su decisioni che avranno impatti diretti sulle bollette dei cittadini.

Il commissario aveva convocato i Comuni lo scorso 28 agosto, dichiarando di voler avviare un confronto condiviso sulla gestione del servizio idrico. Da allora, secondo quanto denunciato dai tre sindaci, sono trascorsi sei mesi di silenzio assoluto, senza interlocuzioni, senza invio di atti o documenti agli enti territoriali. Oggi i Comuni apprendono della possibile adozione di decisioni unilaterali che avranno un forte impatto pubblico, senza aver avuto modo di conoscere il contenuto degli atti né i riflessi diretti sulle tasche dei cittadini, in particolare sul sistema tariffario futuro.

I tre amministratori definiscono questa gestione istituzionalmente inaccettabile, sottolineando come crei un grave vulnus nel rapporto con i territori. Le critiche si estendono anche al presidente dell’ATI idrica, Francesco Italia, accusato di immobilismo. “A prescindere dal tecnicismo e dalle competenze del commissariamento, rimane inaccettabile l’immobilismo del presidente dell’ATI, sindaco Francesco Italia, che sta calando dall’alto una decisione imposta e già preconfezionata, destinata ad avere effetti diretti su tutti i cittadini della provincia senza alcuna condivisione con i Comuni”, affermano i sindaci, aggiungendo che questo metodo non può essere tollerato.

Sono tre le domande sollevate dai tre sindaci. La prima riguarda il motivo per cui sono stati persi sei mesi dalla riunione convocata il 28 agosto. La seconda chiede perché i Comuni non conoscano i contenuti degli atti, i dati tecnici, le analisi e le previsioni tariffarie. La terza questiona il tentativo di procedere con provvedimenti che avranno riflessi economici enormi sulle famiglie senza alcun confronto istituzionale.

La diffida formale impedisce al commissario di sottoscrivere, adottare o approvare qualsiasi atto capace di produrre effetti economici, gestionali o tariffari sui tre Comuni senza preventiva condivisione dei contenuti, senza accesso agli atti tecnici e senza la conoscenza completa delle ricadute sulle bollette dei cittadini. I sindaci ribadiscono che ogni scelta in materia idrica deve rispettare il ruolo istituzionale degli enti locali e la rappresentanza democratica dei territori.

“Non possiamo accettare decisioni imposte dall’alto, né una gestione opaca e distante dalle comunità amministrate. Dopo sei mesi di silenzio pretendiamo risposte, trasparenza e documenti alla mano”, dichiarano Rocca, Cannata e Lentini, confermando di essere pronti a ogni iniziativa politica, amministrativa e legale necessaria per tutelare i cittadini. La vicenda riapre il confronto sulla governance del servizio idrico integrato nella provincia di Siracusa, già al centro di polemiche per le modalità di gestione e per le scelte operate senza il coinvolgimento degli enti locali.

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