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Noto, Polemiche sulla presidenza del Cumo, il sindaco Figura: “Bonfanti incompatibile”

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Il sindaco di Noto Corrado Figura rompe il silenzio e motiva con una dettagliata relazione istituzionale il voto unanime con cui l’assemblea dei soci del Cumo ha respinto la nomina di Corrado Bonfanti

Per il sindaco di Noto, Corrado Figura, Bonfanti sarebbe “incompatibile”. Si arricchisce sempre più di dettagli la vicenda della presidenza del Cumo, il Consorzio universitario Mediterraneo orientale. Ieri l’assemblea dei soci del Cumo ha dato il benservito a Corrado Bonfanti, indicato dalla Regione lo scorso settembre, rispedendo al mittente la nomina fatta a Palermo del segretario provinciale di Forza Italia.

All’unanimità i comuni di Noto, Avola, Portopalo e Rosolini, la Diocesi e il Cenacolo Domenicano hanno detto “No” alla presidenza del Consiglio di amministrazione. (Il comune di Pachino e la Banca di credito cooperativo erano assenti). E da lì è scattata la polemica. Prima Bonfanti, sentitosi preso di mira, poi Figura, che a difesa della scelta dell’assemblea ha portato una serie di motivazioni.

«Nessuna questione politica né personale – ha dichiarato Corrado Figura – quello che è avvenuto ieri durante l’assemblea del Como è un’attività di competenza statutaria di verificare se ci sono ragioni di incompatibilità o di opportunità nella ratifica del membro proposto dalla Regione, come per tutti gli altri membri previsti all’interno del consiglio di amministrazione, che non possono non farsi nelle attività assembleari di competenza».

Il sindaco di Noto ieri ha presentato in assemblea una dettagliata relazione in cui ha evidenziato che Bonfanti «per ragioni di opportunità – ha proseguito Figura – e di incompatibilità oggettiva non possiede i requisiti per poter ricoprire il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione del consorzio».

Il nodo centrale che emerge dalla relazione presentata da Corrado Figura riguarda il periodo in cui Bonfanti era sindaco di Noto. «Durante la sua amministrazione – si legge nel testo a firma di Figura – il Comune non ha versato al Cumo le quote sociali dal 2014 al 2020, causando un danno economico di 28 mila euro, e l’ente è stato dichiarato in dissesto nel 2020, con vicende contabili ancora in corso di approfondimento».

Secondo Figura, affidare la presidenza del Cda a chi è coinvolto in queste vicende genererebbe un conflitto strutturale di ruoli tra chi deve controllare e chi deve essere controllato.

Dopo il “no” dell’assemblea, il sindaco di Noto ha quindi chiesto formalmente alla Regione Siciliana di procedere a una nuova designazione.

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