Il presidente Antonio Bianca: «Il lavoro dignitoso non è un privilegio, ma un diritto fondamentale che va garantito»
In occasione del Primo Maggio, le ACLI di Siracusa lanciano un forte appello per rimettere al centro del dibattito pubblico il valore della dignità del lavoro. In una fase storica dominata da incertezze economiche, l’associazione sottolinea come l’occupazione debba tornare a essere intesa come pilastro irrinunciabile per una società che voglia definirsi realmente giusta, solidale e inclusiva.
Le ACLI avvertono: il rischio attuale è che il lavoro venga svuotato della sua dimensione umana, sociale e spirituale, riducendosi a una mera prestazione tecnica. Al contrario, ribadiscono che esso resta la principale forma di espressione della persona e lo strumento essenziale per partecipare attivamente alla vita della comunità e alla realizzazione del bene comune.
L’urgenza di politiche attive sul territorio Il contesto siracusano, purtroppo, continua a mostrare ferite profonde: fragilità occupazionali, una precarietà che appare ormai strutturale e barriere d’accesso sempre più alte per giovani e famiglie. Per le ACLI, non è più tempo di rinvii: è necessario promuovere politiche attive del lavoro che garantiscano diritti certi, sicurezza nei luoghi di impiego e una retribuzione che sia realmente giusta e proporzionata.
Sulla questione è intervenuto con fermezza il presidente provinciale delle ACLI, Antonio Bianca: «Il lavoro dignitoso non è un privilegio, ma un diritto fondamentale che deve essere garantito a ogni persona. Il Primo Maggio non sia solo una ricorrenza, ma un’occasione per rinnovare un impegno concreto per il futuro del nostro territorio e delle nuove generazioni».
Un’economia che includa e non scarti Il messaggio delle ACLI di Siracusa si rivolge direttamente alle istituzioni, alle parti sociali e all’intera cittadinanza. L’invito è quello di cooperare per la costruzione di un modello economico differente, capace di generare opportunità reali anziché esclusione. Un sistema che, nelle parole dell’associazione, “non scarti, ma includa; che non umili, ma valorizzi”, ponendo le basi per un rilancio economico che parta innanzitutto dal rispetto e dalla valorizzazione di ogni singolo lavoratore.











