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Rapina al Plemmirio, Malfa (Securitas): “Zone balneari a rischio, il Comune sostenga la vigilanza privata”

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Dopo l’aggressione con speronamento a un residente per il furto dello scooter, l’Istituto Securitas rilancia il modello di prevenzione attivo all’Arenella. «Le forze dell’ordine non possono essere ovunque, sfruttiamo i fondi ministeriali»

La brutale rapina avvenuta alle prime luci dell’alba al Plemmirio, dove un lavoratore è stato speronato e gettato a terra da due malviventi per rubargli lo scooter, riaccende i riflettori sull’emergenza criminalità nelle zone balneari siracusane. Un allarme sociale che trova pronta risposta nella proposta lanciata da Sergio Malfa, Direttore Tecnico dell’Istituto di Vigilanza Securitas.

«Apprendiamo con molta preoccupazione quanto accaduto nella località Plemmirio ai danni di un soggetto che percorreva quella strada», esordisce Malfa, che suggerisce di esportare i modelli di controllo di vicinato già felicemente collaudati in altre zone costiere della città.

La soluzione proposta dall’esperto di sicurezza passa per la collaborazione attiva tra residenti e istituti privati. «Noi, da tempo, abbiamo avviato un progetto denominato Vigilanza Arenellaspiega il Direttore Tecnico di Securitas – dove, grazie alla partecipazione di oltre 150 famiglie residenti, abbiamo potuto iniziare nel 2020 un servizio di pattuglia con guardia armata in modalità presidio itinerante».

I risultati, secondo l’istituto di vigilanza, sono tangibili: «Così facendo abbiamo messo in atto un servizio di prevenzione che ci ha consentito di azzerare pressoché i furti d’auto e all’interno delle abitazioni», sottolinea Malfa. Il sistema si basa sulla partecipazione di tutti attraverso una chat WhatsApp per le segnalazioni in tempo reale: ogni “alert” viene verificato dalla pattuglia che, se necessario, si interfaccia tempestivamente con le Forze dell’Ordine per un rapido intervento.

La consapevolezza degli addetti ai lavori è che «non si può pretendere che vi sia la presenza costante di pattuglie di Carabinieri o Polizia, che devono gestire decine di interventi in tutta la città», evidenzia Malfa. Da qui l’invito agli abitanti delle località balneari ad aderire a questi progetti di sicurezza sussidiaria per garantirsi maggiore tranquillità.

Tuttavia, per non far ricadere i costi esclusivamente sulle spalle dei cittadini, Securitas lancia un appello diretto a Palazzo Vermexio. «Per non gravare sul cittadino con le somme di abbonamento mensile, i Comuni potrebbero sfruttare i fondi destinati dal Ministero alla sicurezza, avvalendosi degli istituti di vigilanza in ausilio alle Forze dell’Ordine, come già accade in molte città d’Italia con il progetto Mille occhi sulla città».

Una proposta strategica che attende ancora un riscontro concreto: «A tal proposito – conclude amaramente Sergio Malfa – sollecitiamo il Comune di Siracusa, al quale già nel tempo avevamo inviato tale progetto senza ottenere alcuna risposta».

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