papa siracusapress

Il cattivissimo “Papà” dei Temptations, mitica “Rolling stone”

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[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/nXiQtD5gcHU”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Essendo oggi la festa del papà ed essendo che io sono originalissimo nelle scelte ho pensato di dedicare al tema la songoftheday. Pensando e ripensando ho verificato che non è che ci siano tutte ste gran canzoni dedicate al padri (o se ci sono io non le conosco). Alla fine era rimasta solo “Father and Son” di Cat Stevens che però secondo me non se la può giocare mai con “Papa was a rolling stone” dei Temptations, momento altissimo della Tamla Motown, song dal giro di basso mitologico, vera summa del Detroit Sound.

E insomma il “Papa” dei Temptations non era un gran esempio, era appunto una “rolling stone”, un vagabondo, o tutto quello di spaesato e eterodosso il termine ha finito per indicare dopo, un poco di buono, senza arte, parte, né morale né responsabilità:

Papa was a rolling stone,
(Papà era un vagabondo)
Where ever he laid his hat was his home
(Ovunque posasse il suo cappello, era casa sua)
And when he died, all he left us was alone
(E quando è morto, tutto ciò che ha fatto è stato lasciarci soli)
Il testo non è allegro tutt’altro, ma l’incredibile ritmica e il reef indimenticabile resero giustamente questa canzone una hit mondiale.
Nessuno vorrebbe un papà rolling stone ma per fortuna i temptations se ne sono inventati uno indimenticabile.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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