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Evasione dal carcere di Augusta, la procuratrice Gambino: “È la prova di una crisi di sistema”

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Ricerche a tappeto per rintracciare il detenuto del circuito Alta Sicurezza accusato di traffico di droga. Allarme scattato alle 21:30, massimo riserbo sulle modalità della fuga

Continuano senza sosta le indagini e le ricerche delle forze dell’ordine per rintracciare il detenuto evaso nella serata di martedì dalla Casa di reclusione di Augusta, nel Siracusano. L’uomo, recluso nel circuito di Alta Sicurezza per reati connessi al traffico di sostanze stupefacenti, è riuscito a scappare dalla struttura carceraria facendo scattare l’allarme intorno alle 21:30.

L’episodio ha scosso profondamente le istituzioni giudiziarie del territorio, sollevando immediati interrogativi sulla vulnerabilità dei sistemi di sorveglianza e sulle condizioni delle carceri siciliane.

Le parole della procuratrice Sabrina Gambino

Sulla gravità dell’accaduto è intervenuta direttamente la procuratrice capo di Siracusa, Sabrina Gambino, che ha inquadrato la fuga all’interno delle storiche carenze degli istituti penitenziari:

«È l’ennesima dimostrazione di una crisi di sistema delle strutture carcerarie».

Un commento netto che fotografa le difficoltà strutturali, di organico e organizzative con cui la magistratura e il personale di custodia devono fare i conti quotidianamente nella gestione delle sezioni ad alta densità detentiva.

Caccia all’uomo e riserbo sulle modalità della fuga

Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulla dinamica esatta dell’evasione, mentre sono in corso accertamenti tecnici e verifiche interne per comprendere quali varchi o falle nei protocolli di sicurezza abbiano consentito al recluso di allontanarsi:

  • Ricerche sul territorio: Posti di blocco e controlli a tappeto sono stati istituiti da Polizia Penitenziaria, Polizia di Stato e Carabinieri lungo le principali arterie stradali, le stazioni ferroviarie e i terminal bus della Sicilia orientale.

  • Indagini della Procura: Acquisite le registrazioni degli impianti di videosorveglianza per ricostruire ogni secondo dei movimenti del fuggitivo e verificare la presenza di eventuali complici all’esterno del penitenziario.

  • La protesta sindacale: Sulla vicenda è tornato a farsi sentire anche l’ex sindacalista della Polizia Penitenziaria Nello Bongiovanni, denunciando che «le carceri sono nelle mani dei detenuti» e invocando un cambio di passo immediato nella gestione delle carceri italiane.

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