[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/zXwZrlGxaXc”][vc_column_text]Mi sono chiesto quale potesse essere la song per San Silvestro. Ci vorrebbe, ho pensato, una canzone in grado di riassumere lo spirito e gli eventi dell’anno che ci lascia, che lo riassuma, che possa esserne la morale dei 12 mesi passati. Ci ho pensato e subito ho pensato a questa famosa e meravigliosa song: “L’avvelenata” di Francesco Guccini.
(A dire il vero per un attimo avevo meditato su “Vaffanculo” di Marco Masini ma poi, insomma, fra le due song non c’è partita anche se l’improperio masiniano il 2021 se lo merita tutto).
Perché “l’avvelenata” è la canzone per eccellenza di chi si è rotto i coglioni, di chi non ne può più, di chi recentemente ne ha passate di brutte e si incazza, smadonna, ma resiste con i suoi molti vizi e le sue passioni che non passano mai.
Visto che oggi non vi sfugge nulla, avrete intuito che il 2021 per me è stato un anno pessimo che sono lietissimo di lasciarmi alle spalle, confidando che il 2022 dovrà fare pochissimo, proprio il minimo sindacale, per essere migliore.
La song riassume il mio stato d’animo e credo quello di tutti che a un certo punto non ne possono più. Io se nel testo sostituisco canzoni con articoli, cantanti e cantautori con giornalisti, cantare con scrivere mi ci ritrovo preciso. Per esempio in un passaggio come questo che siccome l’arte vede e prevede Guccini ha scritto apposta per me:
“Mia madre non aveva poi sbagliato a dir: “Un laureato conta più d’un cantante”
Giovane e ingenuo ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialismo
E un cazzo in culo e accuse d’arrivismo, dubbi di qualunquismo, son quello che mi resta”
E mi ritrovo pure – con tutte le incertezze e le arroganze, le paure e le tracotanze, le illusioni e le delusioni, l’incanto e il disincanto di 64 anni – nel lungo elenco di personalità contraddittorie che Guccini si attribuisce.
“Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista
Io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso e io uguale, negro, ebreo, comunista
Io frocio, io perché canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino”
Io non lo so se sostituendo cantanti con impiegati comunali o astronauti o ingegneri o personal trainer, e canzoni con delibere o missioni spaziali o progetti esecutivi o programmi d’allenamento la song funzioni lo stesso, ma penso di sì; ci saranno pure momenti in cui gli astronauti manderebbero tutti a quel paese, anche se quel paese magari in quel momento è a milioni di km su una pallina azzurra che galleggia nel nero.
Ad ogni modo stasera il 2021 ci lascia finalmente e io come Francesco, ho ancora tante song da raccontare. Stay tuned.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











