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Siracusa, il Comune condannato a pagare le spese per i ricorsi ai verbali. Cavallaro e Lantieri (FdI): “Non c’è dubbio che si tratti di uno spreco di risorse pubbliche”

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Con comunicato dello scorso 14 gennaio Fratelli d’Italia evidenziava come diverse multe, emesse in forza dell’ordinanza n.1 del 8.1.2019, fossero state impugnate dinanzi l’Autorità Giudiziaria e che diversi procedimenti avevano visto il Comune di Siracusa soccombente con condanna alle spese.

“Avanzavamo il sospetto – affermano l’Avv. Paolo Cavallaro e l’Avv. Angelo Lantieri del Circolo Aretusa di Fratelli d’Italia Siracusa – che ciò avesse determinato un grave danno alle casse erariali del Comune, in considerazione delle spese legali cui era stato condannato in alcuni procedimenti.

Avevamo preannunciato un’istanza di accesso agli atti per comprendere i termini della vicenda, che è stata trasmessa a mezzo pec il 14 gennaio stesso. Con quest’ultima istanza abbiamo chiesto: 1) di conoscere il numero delle multe elevate in forza dell’ordinanza sindacale n.1 del 08.01.2019; 2) l’ammontare delle somme riscosse per tale causa; 3) l’ammontare delle somme da riscuotere e quelle per cui è in corso procedura coattiva di riscossione; 4) il numero dei procedimenti civili iscritti in conseguenza all’impugnazione dinanzi all’Autorità Giudiziaria delle anzidette multe; 5) il numero dei giudizi che hanno visto il Comune soccombente e quelli per cui è stato instaurato un giudizio di appello; 6) il costo complessivo delle spese legali corrisposte dal Comune in conseguenza della soccombenza nei giudizi di impugnazione delle multe e/o delle successive ordinanze-ingiunzione; 7) il costo complessivo delle spese legali sostenute dal Comune per il pagamento dei compensi per gli atti di precetto dei legali che hanno assistito i ricorrenti dinanzi all’Autorità Giudiziaria”.

“In attesa delle risposte all’anzidetta istanza – continuano – abbiamo preso cognizione da poco della Determina n.435 del 30.12.2021del Dirigente del Settore Ordine Pubblico e Sicurezza- Protezione Civile dott. Enzo Miccoli, che autorizza l’impegno di spesa per il pagamento delle spese processuali e legali a seguito delle sentenze emesse dal Giudice di Pace in accoglimento dei ricorsi ai verbali di infrazione alle norme del Codice della Strada anno 2021.

Nell’anzidetta determina si riferisce dell’elevazione di circa 72000 verbali in violazione del CdS e di circa 200 violazioni e ordinanze in violazione alle norme ambientali, dei ricorsi presentati dai cittadini dinanzi il Giudice di Pace ed il Tribunale, di cui alcuni conclusi nel 2021 e altri che lo saranno probabilmente nel 2022, dell’accoglimento di molti di questi ricorsi con annullamento dei verbali e condanna alle spese del Comune. Per evitare che il mancato impegno possa esporre il Comune a un danno economico superiore derivante da ulteriori spese legali, interessi o atti di precetto, viene impegnato l’importo di 28 mila euro per il pagamento delle anzidette spese legali.

Al di là del palese errore materiale che si riscontra tra le premesse, dove l’importo necessario viene indicato in 25 mila euro, mentre la determina lo fissa in euro 28 mila, non c’è dubbio che si tratti di uno spreco di risorse pubbliche determinate dall’errore di valutazione della Pubblica Amministrazione che ha voluto sanzionare i cittadini con multe spropositate determinandoli a impugnarle per far valere principi giuridici già ampiamente cristallizzati nella giurisprudenza.

Non c’è dubbio che l’obiettivo di avere una città pulita si raggiunga anche attraverso la repressione delle condotte illecite e inurbane, che ovviamente ci trova d’accordo, ma è altrettanto vero che le impugnazioni sono state assai elevate in considerazione degli importi spropositati delle sanzioni di euro 600,00, non congrue rispetto alla gravità delle condotte. Non c’è dubbio che sanzioni giuste e di importo assai ridotto avrebbero determinato i cittadini a pagarle e ad adeguare il proprio comportamento alle norme del vivere civile; condotte inaccettabili quelle dei cittadini ma in un contesto di raccolta non adeguatamente organizzata, soprattutto all’epoca dell’elevazione delle suddette sanzioni, e di una debole lotta all’evasione della TARI, che determina un costo pro capite elevato della stessa e la presenza sul territorio di discariche certamente alimentate anche da coloro che non risultano censiti al servizio Tari”.

“Insomma – concludono – la cittadinanza è stata ingiustamente vessata senza che ciò abbia determinato a fronte il miglioramento della raccolta dei rifiuti e delle condizioni igieniche della città.

In attesa di ricevere le risposte alle tante domande rivolte al Comune con l’istanza di accesso agli atti, prendiamo atto che i cittadini, quali contribuenti, dovranno fare fronte a circa 28 mila euro per pagare le spese legali dei cittadini che hanno vinto le cause di impugnazione delle multe”.

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