L’ex assessore comunale di Siracusa e noto ambientalista Carlo Gradenigo, presidente di Libertà e Condivisione, interviene con una nota dal tono amaro-ironico post G7 Agricoltura sul tema della siccità, soltanto sfiorato nel corso dell’evento
Durante l’evento, solo un workshop ha affrontato la questione, con l’intervento del Commissario Straordinario Unico per la Depurazione, Fabio Fatuzzo, che ha sottolineato la necessità di collegare la depurazione all’agricoltura sostenibile e all’industria. Secondo Fatuzzo, “se non si avvia il processo del riuso delle acque reflue, scomparirà l’agricoltura e, di conseguenza, anche il turismo,” perché l’acqua potabile non sarà più sufficiente per tutti.
Per Gradenigo, queste parole avrebbero dovuto far riflettere l’amministrazione comunale, che, negli stessi giorni, razionava l’acqua ai turisti nelle case vacanza siracusane. “Invece di investire in un impianto di affinamento dei reflui, l’amministrazione preferisce vantare la possibilità di collegare il depuratore cittadino a quello IAS, con l’intento di scaricare le acque reflue prodotte da Siracusa, Melilli, Priolo e Augusta direttamente in mare,” afferma l’ex assessore.
Gradenigo denuncia inoltre il sovrasfruttamento delle falde e dei numerosi pozzi che hanno reso l’acqua insalinata e inutilizzabile per fini agricoli e industriali. Anziché puntare sul riutilizzo delle acque, l’amministrazione ha scelto di costruire un nuovo campo pozzi. “Una scelta miope,” continua Gradenigo, “che ignora la presenza di una condotta già esistente lunga 20 km capace di trasportare l’acqua oligominerale di Pantalica fino ai rubinetti della città.”
Gradenigo solleva poi una questione ancora più preoccupante: quasi un miliardo di euro destinati al ripristino di opere idrauliche per l’agricoltura nei Consorzi di Bonifica passano sopra le teste dei siracusani, senza che sia stato presentato alcun progetto. “Il vicesindaco di Siracusa, dirigente dei Consorzi di Bonifica, non è riuscito a rivendicare nemmeno il progetto che la SIAM avrebbe dovuto consegnare per l’Anapo entro dicembre 2022,” evidenzia.
L’ex assessore conclude con una riflessione amara: “Beviamo acqua salata e scarichiamo in mare quella dolce proveniente da un acquedotto abbandonato da ben 2.504 anni. Meglio continuare a brindare,” ironizza Gradenigo, “tanto domani pioverà e il problema, per quest’anno, sarà magicamente risolto.”










