Tra il 14 e il 17 marzo tre agenti della casa di reclusione di Augusta sono stati aggrediti. La Fns Cisl denuncia un istituto al collasso: “Organico insufficiente e nove sezioni su dodici senza docce in cella”.
Tre agenti del carcere di Augusta sono stati aggrediti nel giro di quattro giorni. I fatti si sono verificati sabato 14, lunedì 16 e martedì 17 marzo, in tre episodi distinti che hanno coinvolto detenuti extracomunitari. Il caso più grave riguarda l’agente colpito lunedì mattina, che ha riportato lesioni con una prognosi di venti giorni, salvo complicazioni.
Fns Cisl Siracusa-Ragusa lancia l’allarme e descrive una situazione al limite. “Siamo allo stremo delle forze, purtroppo nessuno ascolta il nostro grido di allarme”, si legge nel documento. Il sindacato parla di uno stillicidio continuo di episodi violenti contro il personale in servizio e denuncia un contesto che definisce esplosivo, aggravato da anni di carenze strutturali e organizzative mai affrontate.
I numeri parlano da soli. Il carcere di Augusta ospita attualmente circa 600 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 399 posti. Il tasso di sovraffollamento supera il 200 per cento, ben oltre la media nazionale. A questo si aggiunge una carenza cronica di personale che ha portato il rapporto agenti-detenuti a livelli significativamente inferiori sia alla media regionale che a quella nazionale. La situazione è talmente critica che, stando al comunicato sindacale, la coordinazione della sorveglianza generale è stata affidata in alcune occasioni ad un assistente capo coordinatore anziché a un ispettore di turno.
Le condizioni fisiche dell’edificio aggravano il quadro. Solo tre sezioni su dodici dispongono di docce in cella. Le restanti nove versano in condizioni strutturali definite fatiscenti, con celle prive di servizi adeguati. Secondo la Fns Cisl, questa situazione genera un malcontento diffuso tra i detenuti che si traduce in un aumento delle tensioni quotidiane a danno del personale. Si aggiunge la segnalazione di cancelli automatici fuori uso da mesi, in attesa di fondi dal Provveditorato regionale per la Sicilia che non arrivano.
La Cisl avanza richieste precise: l’assegnazione di quaranta unità tra agenti e assistenti e quindici sottufficiali tra ispettori e sovrintendenti, l’allontanamento immediato del detenuto responsabile dell’ultima aggressione, il ripristino delle condizioni strutturali dell’istituto e la rimessa in funzione di tutti i sistemi automatizzati di apertura dei cancelli. “Non è possibile accettare che il rischio lavorativo sia cresciuto così esponenzialmente”, concludono i responsabili sindacali.











