Aggiornato al 07/05/2026 - 18:30
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Commissariamento

Azione si sgretola in Sicilia: addio dei big e scontro aperto con Calenda

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Sonia Alfano e i vertici regionali lasciano il partito dopo la nomina a commissario di Francesco Italia: “Calenda ha commissariato sé stesso”. L’Isola si conferma laboratorio politico

Il progetto di Azione in Sicilia subisce un crollo verticale. Come si apprende dalle pagine del QdS, a pochi mesi dall’avvio della corsa per le Regionali 2027, il partito di Carlo Calenda perde in un colpo solo gran parte della sua classe dirigente di riferimento nell’Isola. L’annuncio ufficiale, arrivato durante una conferenza stampa carica di tensione a Palazzo dei Normanni, segna la rottura definitiva tra il leader nazionale e volti storici come Sonia Alfano, il dirigente palermitano Vincenzo Faraone e il segretario provinciale di Ragusa Damiano Motta.

Le motivazioni addotte dai fuoriusciti delineano un partito paralizzato da una gestione verticistica e distante dalle realtà locali. Sonia Alfano non ha usato giri di parole: “Carlo Calenda doveva commissariare la Sicilia e ha finito per commissariare se stesso”.

Tra le accuse principali rivolte al leader:

  • Silenzio strategico: L’improvviso stop alle critiche verso il governo Schifani, dopo mesi di post quotidiani contro la gestione della sanità siciliana.

  • Gestione interna: L’accusa di aver impedito ai giovani Under 30 di esprimersi liberamente.

  • Assenza sul campo: La polemica sul recente viaggio di Calenda in Sicilia, durante il quale il leader avrebbe preferito “un bagno a mare” piuttosto che incontrare i vertici locali per definire le linee programmatiche.

Il “caso” Francesco Italia e l’incognita Trapani

La nomina del sindaco di Siracusa, Francesco Italia, a commissario del partito nell’Isola è stata definita dai dirigenti uscenti come “inspiegabile”. Una scelta che ha accelerato la fuga: oltre ai nomi già citati, anche l’intero gruppo di Trapani sarebbe ormai prossimo all’addio, prefigurando una vera e propria migrazione di massa.

Mentre Azione collassa, i “profughi” del partito diventano prede ambite nel mercato politico siciliano. In sala stampa è andata in scena una plateale “dichiarazione d’amore” politica da parte di Ismaele La Vardera, leader del movimento Controcorrente, che ha invitato ufficialmente Sonia Alfano ad aderire al suo progetto.

L’ex eurodeputata ha chiesto “qualche ora di riflessione”, ma il quadro generale resta fluido:

  • Il rinvio del voto: La “furbizia” di Renato Schifani nell’allontanare le elezioni regionali concede ai fuoriusciti il tempo necessario per riorganizzarsi.

  • L’ombra di Renzi: Parallelamente, si osserva il movimento di Matteo Renzi che, tra Italia Viva e il progetto della Casa Riformista, tenta di recuperare dirigenti e parlamentari per ricostruire un “centro” che, tuttavia, fatica ancora a decollare nei sondaggi.

Ancora una volta, ciò che accade nell’Isola anticipa le dinamiche nazionali. Il fallimento dell’area di centro in Sicilia riflette le difficoltà di Calenda e Renzi nel trovare una collocazione stabile tra i due poli principali. Con Azione ormai disgregata nel territorio siciliano, la partita per il consenso moderato si sposta su movimenti autonomisti e civici, lasciando i partiti nazionali a fare i conti con una classe dirigente sempre più scettica verso le guide romane.

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