siracusapress.it
tetto massimo di 3 euro

Catania, tassa di soggiorno più cara dell’Isola: 5 euro a notte. Siracusa mantiene la soglia intorno ai 3 euro

siracusapress.it

condividi news

Scattano gli aumenti dal 1° gennaio: +43% nei 5 stelle. Protestano i B&B. Siracusa lascia le tariffe invariate

Catania diventa la città con la tassa di soggiorno più alta della Sicilia. Dal 1° gennaio 2026 sono entrate in vigore gli aumenti che porteranno l’imposta fino a 5 euro a notte per persona negli hotel a cinque stelle, con un incremento del 43% rispetto ai precedenti 3,5 euro.

Un rincaro che riguarda tutte le categorie ricettive e che, secondo le stime comunali, dovrebbe garantire un aumento del gettito pari al 30%, per un totale di circa 5,2 milioni di euro annui da destinare a servizi, eventi e promozione turistica.

Il nuovo schema prevede:

  • 5 euro a notte nei 5 stelle (per le prime 4 notti)

  • 4 euro nei 4 stelle (+60%)

  • 3,5 euro nei 3 stelle (+75%)

  • 3 euro per B&B e case vacanze (+50%)

Un aumento medio complessivo del 30% che ha già sollevato le proteste dei gestori extralberghieri, preoccupati per la competitività nel segmento low-cost e per il possibile impatto sui soggiorni brevi.

Il confronto con le altre città siciliane

Nel panorama regionale, Catania supera le principali destinazioni turistiche:

  • Palermo resta a 4,50 euro nei 5 stelle, senza variazioni.

  • Taormina si ferma a 4 euro, storicamente tra le più alte prima del 2026.

  • Siracusa mantiene tariffe invariate, con un massimo di 3 euro a notte nei 5 stelle, stabile dal 2019.

  • Ragusa e Scicli restano tra 3 e 3,50 euro.

Il risultato è che Catania si colloca come il capoluogo più “caro” dell’Isola in termini di imposta di soggiorno.

Gli aumenti si inseriscono nel solco della Legge di Bilancio 2026, che consente ai capoluoghi di provincia di incrementare la tassa fino a 2 euro in più per notte. Catania è tra le amministrazioni che hanno utilizzato in modo più incisivo questa possibilità normativa.

Diversa la scelta di Siracusa, che ha mantenuto invariate le tariffe, evitando incrementi e confermando il tetto massimo di 3 euro per i 5 stelle.

Tra gettito e competitività

I Comuni punta a utilizzare le maggiori entrate per finanziare eventi, servizi di accoglienza, manutenzione urbana e promozione internazionale. Ma il settore ricettivo teme ripercussioni sull’attrattività della città, soprattutto per il turismo breve e per i viaggiatori più sensibili al prezzo.

Il 2026 sarà decisivo per valutare se la scelta di aumentare o meno l’imposta si tradurrà in un rafforzamento dell’offerta turistica o in un possibile spostamento dei flussi verso destinazioni meno onerose.

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni