Salvo La Delfa (AVS) punta il dito contro logiche di potere e disservizi quotidiani. «C’è un paradosso immenso tra lo slogan Unesco e l’acqua salmastra che esce dai nostri rubinetti»
“Città di luce e di acqua”, recita il celebre slogan utilizzato per celebrare il riconoscimento di Siracusa come patrimonio Unesco. Una narrazione che oggi si scontra duramente con la realtà dei rubinetti a secco e dei continui disservizi idrici. A sollevare la questione, con una dura presa di posizione, è Salvo La Delfa, coportavoce provinciale di Europa Verde Siracusa – Alleanza Verdi e Sinistra (AVS).
«C’è un paradosso immenso tra questo slogan e quello che è accaduto e accade oggi a Siracusa», dichiara La Delfa. «Di quale acqua stiamo parlando? Di quella salmastra e dura, impossibile da bere, causata dall’insalizzazione dei pozzi con valori di cloruri quattro volte superiori alla norma? O di quella, tantissima, che si perde quotidianamente in una rete di distribuzione colabrodo?».
Il coportavoce di AVS elenca le criticità quotidiane vissute dai cittadini, dalle rotture continue sul sistema di adduzione ai serbatoi, fino allo stato di abbandono in cui versano spesso le poche “casette dell’acqua” presenti in città.
Il mito greco di Aretusa e l’ingegneria dell’Acquedotto Galermi sembrano un lontano ricordo. «L’acqua pubblica di Siracusa – incalza l’esponente politico – è finita sul tavolo di una partita di potere, di una logica spartitoria e di uno scontro giudiziario infinito».
Il riferimento è al complesso incrocio che vede protagonisti Siam, Aretusacque, il commissario Ati e i sindaci (divisi tra chi sostiene la società mista pubblico-privata e chi la gestione diretta in economia). «Una gestione idrica rimasta intrappolata nelle aule del Tar e del Cga», sottolinea La Delfa, evidenziando come questo stallo abbia generato un blocco degli investimenti e l’impossibilità di intercettare i fondi del Pnrr e dell’Europa, impedendo persino la manutenzione ordinaria.
Le conseguenze di questo caos ricadono interamente sull’utenza. «Tutto ciò ha l’effetto di incrementare i costi per i cittadini e ridurre la qualità di un bene pubblico fondamentale e non negoziabile», precisa il coportavoce di Europa Verde.
Tutto questo avviene in un contesto normativo (il D.Lgs 18/2023 e il D.Lgs 102/2025) che imporrebbe obblighi stringenti per la gestione idrica, tra cui:
-
Il rigoroso piano di sicurezza dell’acqua per l’intera filiera (dalle falde al rubinetto);
-
L’obbligo di valutare le perdite strutturali della rete, attivando piani drastici di riduzione degli sprechi;
-
L’obbligo di trasparenza, con il diritto dei cittadini di ricevere in bolletta informazioni aggiornate sui livelli di purezza dell’acqua;
-
La promozione dell’uso dell’acqua di rubinetto nei locali pubblici e nelle mense.
Per discutere di queste emergenze e cercare soluzioni condivise, Europa Verde Siracusa – AVS ha annunciato la propria partecipazione attiva all’assemblea cittadina sul tema. L’appuntamento è fissato per venerdì 29 maggio, durante l’incontro convocato dal Forum Provinciale per l’acqua pubblica, che si terrà nella sede dell’associazione “Il Cerchio” in via Armando Diaz.








