I Carabinieri denunciano un pregiudicato di Francofonte: «Attraverso l’analisi dei video estrapolati dagli impianti di videosorveglianza, i militari sono riusciti a ricostruire la dinamica dei due furti»
Una scia di furti d’auto che aveva generato non poca apprensione tra i residenti risolta grazie a un’indagine lampo. I Carabinieri della Stazione di Palazzolo Acreide hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica un uomo di 43 anni, originario di Francofonte, ritenuto responsabile del reato di furto aggravato continuato.
Il soggetto in questione non è un volto nuovo per le forze dell’ordine, potendo già vantare specifici precedenti penali per reati predatori contro il patrimonio.
I militari dell’Arma sono riusciti a chiudere il cerchio sul sospettato grazie a un meticoloso lavoro di analisi tecnologica. Gli investigatori hanno infatti setacciato, visionato ed estrapolato ore di filmati registrati da diversi impianti di videosorveglianza, sia pubblici sia privati, installati nelle zone calde del comune montano.
I riscontri video hanno permesso di fare piena luce su due distinti episodi criminali che si sono verificati sul territorio nel corso del mese corrente:
-
Il primo raid: messo a segno nel cuore della notte dello scorso 8 maggio;
-
Il secondo blitz: consumato con le medesime modalità operative nella notte del 20 maggio.
La dinamica ricostruita dai Carabinieri della locale Stazione ha svelato anche un singolare modus operandi messo in atto per sfuggire alle pattuglie. Il 43enne giungeva a Palazzolo Acreide a bordo della propria vettura privata, muovendosi in coppia con un complice che è attualmente in via di identificazione da parte degli inquirenti.
Per proteggere l’anonimato del veicolo durante i pattugliamenti stradali, il malvivente ha tentato inutilmente di eludere i successivi controlli elettronici modificando e alterando i numeri e le lettere della targa del proprio mezzo mediante l’applicazione strategica di nastro adesivo nero.
Il trucco dello scotch non è bastato a ingannare l’occhio degli investigatori dell’Arma, che sono riusciti a risalire al modello esatto dell’auto e a identificare il conducente, facendo scattare nei suoi confronti la denuncia a piede libero. I controlli sul territorio proseguono ora per identificare il secondo uomo della banda.







