Il capogruppo di FdI in Consiglio Cavallaro: “Non basta inaugurare nuovi interventi o annunciare potenziamenti, serve anche fare chiarezza sul passato, amministrare significa assumersi responsabilità”
L’annuncio del potenziamento dell’illuminazione pubblica nel quartiere Borgata, presentato nelle scorse ore dall’assessore Andrea Firenze, incassa il plauso dell’opposizione, ma riaccende inevitabilmente la polemica politica sugli errori del passato.
A intervenire sul tema è il consigliere comunale Paolo Cavallaro, che se da un lato riconosce i meriti dell’attuale assessorato, dall’altro punta il dito contro i vertici dell’Amministrazione, chiedendo conto degli anni trascorsi “in penombra”.
Cavallaro esprime soddisfazione per la decisione del Comune di intervenire aumentando i punti luce e la potenza degli impianti, riconoscendo implicitamente che la situazione attuale non fosse più sostenibile in termini di sicurezza e vivibilità.
“Va riconosciuto all’assessore Andrea Firenze di avere ereditato una situazione estremamente critica e di essere intervenuto con concretezza per cercare di porvi rimedio – dichiara il consigliere –. Fa piacere anche sapere che il costo dell’intervento sarà sostenuto dal gestore e non direttamente dalle casse comunali. Gli interventi annunciati rappresentano finalmente una presa d’atto di un problema che i cittadini denunciano da anni”.
Se il presente sembra finalmente luminoso, il passato recente resta – letteralmente e politicamente – oscuro. Quello che colpisce Cavallaro è il totale silenzio sulle responsabilità amministrative e politiche che hanno portato a questa situazione.
Per anni i cittadini siracusani hanno denunciato il fallimento dei precedenti interventi di relamping, giudicati “evidentemente sbagliati, insufficienti o inadeguati”. Una scelta che ha causato una drastica riduzione della qualità dell’illuminazione in interi quartieri, con pesanti ricadute sulla sicurezza stradale e sul decoro urbano.
Cavallaro rivolge quindi una serie di interrogativi precisi, chiedendo onestà intellettuale e politica per spiegare ai siracusani cosa non ha funzionato fino a oggi:
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Chi ha progettato quegli interventi?
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Chi li ha autorizzati?
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Chi avrebbe dovuto vigilare sui lavori?
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Perché non si è intervenuti in corso d’opera per correggere gli errori?
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Perché, davanti alle proteste diffuse, nessuno è intervenuto tempestivamente?
Il bersaglio politico delle critiche è direttamente il primo cittadino: “Il Sindaco ha manifestato più volte pubblicamente disappunto, persino irritazione, per gli effetti prodotti da quegli interventi. Ma proprio il Sindaco è l’unico che non può limitarsi a mostrarsi arrabbiato. Aveva il dovere politico e amministrativo di intervenire subito, non quando il danno era ormai evidente da anni e la città aveva già pagato il prezzo di scelte sbagliate”.
“Non basta inaugurare nuovi interventi o annunciare potenziamenti – conclude Cavallaro –. Serve anche fare chiarezza sul passato, perché amministrare significa assumersi responsabilità quando le scelte producono effetti negativi sulla città. Siracusa merita una rete di illuminazione moderna, ma merita anche trasparenza e vigilanza”.








