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Pachino, danni per milioni di euro ai moli dei porti di Marzamemi: scatta la chiusura per pericolo di crollo

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Scoperte fratture profonde nei fondali dei porti Fossa e Balata che nessuna ispezione in superficie aveva rilevato dopo la mareggiata di gennaio: ora pescatori e operatori turistici temono di perdere l’intera stagione estiva.

Nessuno si era accorto dell’enorme danno. O, meglio, se ne sono accorti – in ritardo – solo pochi giorni fa. La mareggiata dello scorso gennaio ha scavato i moli dei porti Balata e Fossa, proprio come accaduto a Portopalo, causando milioni di euro di danni che si aggiungo a quelli già conteggiati (quasi 30 milioni). Ed è stata subito disposta la chiusura dei due moli per pericolo di crollo. Ieri è stato chiuso il molo di ponente del porto Fossa e oggi toccherà al porto Balata.

I danni gravi 

Ad effettuare la scoperta di quanto accaduto sono stati i sommozzatori di una ditta siracusana, incaricata dal Comune per effettuare un controllo approfondito dei fondali marini già nei giorni successivi al passaggio del ciclone Harry.  Il maltempo di gennaio ha provocato danni strutturali nella banchina di Porto Fossa, con cedimenti dei margini del canale di scolo delle acque bianche e deformazioni del manto stradale. Le infiltrazioni di acqua marina hanno messo a rischio la stabilità dell’area, creando situazioni di pericolo per pedoni e veicoli. Così come accaduto in alcuni tratti nel centro storico del borgo marinaro. Ma gran parte del danno era visibile, come nel caso del molo di Portopalo in cui al danno in superficie è stata scoperta immediatamente una corrispondenza con i danni sottostanti. A Marzamemi il grosso del danno, a quanto pare, è emerso due mesi dopo. Sono state scoperte fratture al molo di del carburante di porto Fossa e del piazzale Balata, al punto che la Capitaneria di porto di Siracusa ha emesso una ordinanza di chiusura al traffico veicolare.

Ed a nulla serviranno i fondi già stanziati per i due porti, durante una conta dei danni che, evidentemente, non è ancora finita e si moltiplicano quotidianamente anche le beffe.

Per ripristinare la banchina di porto Fossa e i danni a piazzale Giardinella sono stati stanziati 2 milioni di euro: 750 mila sono già pronti per mettere in sicurezza la banchina del porto turistico. A detta dell’assessore alla Protezione civile, Sebastiano Rosa, la Regione non ha ancora emesso i decreti di liquidazione delle somme.

La protesta di pesatori e operatori turistici 

La notizia ha fatto il giro del borgo e le preoccupazioni di chi in quei luoghi ci vive è aumentata vertiginosamente. Infatti sia i pescatori che gli operatori turistici si sono già incontrati ed hanno immediatamente lanciato una petizione popolare, indirizzata al presidente della Regione, all’Assessore regionale al Territorio e Ambiente, al Prefetto di Siracusa, al Sindaco di Pachino e al Comandante della Capitaneria di Porto di Siracusa.

Il documento, attualmente in fase di raccolta firme, ripercorre i danni e descrive la situazione nei due porti: 20 licenze da pesca, 8 concessionari, più di 1.500 barche da diporto. Questo si traduce in una presenza quotidiana stimata tra le 4.500 e le 5.000 persone, un flusso che alimenta in modo determinante l’economia dell’intera area di Pachino, ben oltre i confini della frazione marinara.

I firmatari, annunciando manifestazioni vibranti di protesta, chiedono di conoscere le iniziative già avviate per la messa in sicurezza dei moli e delle banchine, e di capire «perché, mentre nel vicino porto di Portopalo i lavori urgenti sono già stati avviati – chiedono i firmatari – e stanno volgendo al termine, a Marzamemi nulla è ancora stato fatto, nonostante le risorse economiche risulterebbero già stanziate».

Inoltre gli operatori chiedono l’adozione immediata di tutti i provvedimenti necessari per consentire il varo delle imbarcazioni attualmente in secca per la stagione invernale e garantire il regolare avvio della stagione estiva, poichè con la chiusura del molo de porto Fossa non sarà possibile effettuarlo.

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