Duro comunicato della società siracusana dopo il match di Serie B: “Violata la sfera privata dei nostri dirigenti. Pronti a ricorrere agli organi federali con prove video”
Il fischio finale sul campo non è bastato a spegnere le tensioni del derby siracusano di Serie B di pallamano. A poche ore dalla conclusione del match, la Pallamano Aretusa ha diffuso un durissimo comunicato ufficiale in cui condanna con fermezza quelli che definisce “comportamenti indegni”, accusando esplicitamente alcuni tesserati della società avversaria, l’Albatro.
La vicenda, che rischia ora di spostarsi nelle aule della giustizia sportiva, ruota attorno a episodi di provocazione e insulti avvenuti sia sul parquet che, fatto ancor più grave, all’esterno delle abitazioni private di dirigenti e atleti.
Secondo quanto denunciato dalla Pallamano Aretusa (che dichiara di essere in possesso di prove video e fotografiche a supporto di ogni accusa), nella tarda serata post-partita un gruppo di tesserati dell’Albatro si sarebbe recato presso le abitazioni private di membri della società Aretusa.
“Hanno dato luogo a comportamenti provocatori e antisportivi, oltre che di disturbo della quiete pubblica – si legge nella nota ufficiale –. Gridare improperi sotto casa di persone, indipendentemente da qualsiasi risultato sportivo, rappresenta una violazione della sfera privata, un atto di provocazione e una vergogna per il movimento della pallamano”.
La società precisa inoltre che episodi simili si sarebbero già verificati in passato. Ma le accuse non si limitano al post-partita. L’Aretusa denuncia reiterati comportamenti di istigazione avvenuti anche durante il match: un atleta dell’Albatro si sarebbe rivolto in maniera ingiuriosa nei confronti del pubblico avversario. “Solo per l’intervento dei dirigenti della stessa Pallamano Aretusa, sono state scongiurate conseguenze peggiori dovute a quei gesti”, sottolinea il comunicato, citando anche le stesse riprese video effettuate dall’Albatro come prova dei fatti.
Nel suo comunicato, la Pallamano Aretusa non si nasconde dietro a un dito e fa mea culpa sui propri errori del passato, utilizzandoli però come metro di paragone per chiedere oggi equità di giudizio.
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“La nostra società ha conosciuto momenti bui. Episodi per i quali siamo stati giustamente criticati e puniti” ammette il club.
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“Non ci siamo sottratti alle responsabilità: abbiamo pagato (e stiamo ancora pagando) le conseguenze delle nostre azioni, e abbiamo sanzionato con fermezza chiunque ne fosse responsabile”.
Da qui, l’attacco diretto alla dirigenza avversaria: “Ci aspettiamo che chi oggi si erge a paladino dell’etica sportiva, abbia il coraggio e la coerenza di fare altrettanto. Chi predica bene è tenuto a razzolare altrettanto bene”.
La vicenda non sembra destinata a chiudersi con uno scambio di accuse a mezzo stampa. La Pallamano Aretusa ha infatti annunciato di essere pronta a tutelare i propri tesserati e la propria dignità istituzionale in ogni sede opportuna. La società si riserva di formalizzare un ricorso agli organi federali competenti, allegando tutto il materiale video e fotografico raccolto a testimonianza degli episodi contestati.








