Il presidente Giansiracusa scrive alla società e ai soci pubblici: “Non è una semplice operazione societaria, in ballo asset strategici per la Sicilia orientale”
La delicata procedura di privatizzazione della SAC S.p.A., la società che gestisce gli scali aeroportuali di Catania e Comiso, continua a far discutere. A intervenire nuovamente sul tema è Michelangelo Giansiracusa, Presidente del Libero Consorzio Comunale di Siracusa, che chiede maggiore trasparenza e un confronto più approfondito tra gli enti coinvolti.
Dopo una precedente richiesta di accesso agli atti per visionare l’ulteriore documentazione relativa alla procedura in corso, Giansiracusa ha deciso di mettere nero su bianco la propria posizione attraverso due comunicazioni ufficiali.
La prima nota è stata indirizzata alla Presidente della SAC (e inviata per conoscenza anche agli altri soci pubblici). Nel documento, il Presidente del Libero Consorzio sottolinea con fermezza che l’intera vicenda “non può essere ridotta ad una semplice operazione societaria, ma riguarda asset strategici per il futuro della Sicilia orientale”.
Contestualmente, Giansiracusa ha inviato una seconda comunicazione rivolta esclusivamente ai soci pubblici, chiedendo loro di condividere formalmente la richiesta di differimento della riunione informale prevista per venerdì 15 maggio con gli advisor incaricati di seguire la procedura di privatizzazione.
La richiesta di rinvio nasce dall’analisi della documentazione relativa all’incontro di venerdì. Secondo Giansiracusa, i testi trasmessi finora affrontano temi di assoluta rilevanza e complessità, tra cui:
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La futura governance societaria.
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Il ruolo effettivo che manterranno i soci pubblici.
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La tutela dell’interesse pubblico e la continuità del servizio aeroportuale.
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Le garanzie sulle prospettive occupazionali.
Tutti nodi critici che, a detta del Presidente, richiedono ulteriori momenti di studio e un confronto preventivo tra i soli enti pubblici soci, allargato anche alle comunità territoriali di riferimento.
“Riteniamo necessario – evidenzia in conclusione Giansiracusa – che i soci pubblici debbano poter affrontare questo percorso con piena conoscenza degli atti e attraverso una valutazione realmente condivisa rispetto ad una scelta destinata ad avere ricadute strategiche sul territorio e sul sistema aeroportuale della Sicilia orientale”.








