[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/8caYCZUSr3c”][vc_column_text]C’è stato un tempo fra gli anni ’70 e ’80 in cui Edoardo Bennato sfornava successi a ripetizione, erano gli anni del grande cantautorato e Napoli contribuiva mescolando il rock latino di Edoardo, il rock jazz di Napoli Centrale, la chitarra inimitabile di Pino Daniele, e la tradizione rivisitata che ruotava attorno al cenacolo di Roberto De Simone e che aveva nella Nuova Compagnia di Canto Popolare un interprete insuperabile.
Il Bennato di quegli anni cantava la libertà dalla omologazione e in un celebre album, “Sono solo canzonette” rielaborò la storia di Peter Pan come metafora attuale della libertà da rivendicare e riconquistare soprattutto dentro di noi, ragazzi di quegli anni che a dire il vero di trasgressioni, esagerazioni, esaltazioni, anche drammatiche e criminali, non ce ne facevamo mancare.
Era la musica che girava intorno, che si respirava, che si diffondeva dalle prime radio libere (“ma la radio va e non si fermerà, ti prenderà per mano, ti insegnerà a volare”).
E di quel “sentiment” questa “Ma che sarà…” è forse il compendio ideologico sognante e incoraggiante (“ma che ne sai se non ci provi mai”) con un verso che oggi Travaglio potrebbe adottare come mantra (“visti dall’alto i draghi del potere, ti accorgi che son draghi di cartone”) ma che allora non faceva riferimento a Mario, odierno premier che allora aveva una trentina d’anni e faceva il giovane professore universitario.
“Ma che sarà…”è una gran bella canzone. A me piace moltissimo, ascoltatela, ha è dà una gran carica.
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