L’esponente politico interviene con una lettera aperta per commentare la mancata approvazione della riforma: “Fatta eccezione per alcuni eventi organizzati dal deputato Cannata, nessun altro esponente ha promosso alcunché”
Una sconfitta netta e dolorosa che lascia scorie pesanti non solo a livello nazionale, ma anche e soprattutto negli equilibri politici locali. L’ex senatore Bruno Alicata interviene nel dibattito post-voto sul fallimento del referendum relativo alla riforma degli assetti della Magistratura, tracciando un’analisi a tutto tondo che non risparmia critiche a nessuno, alleati compresi.
Secondo l’esponente politico, la bocciatura della riforma – pensata per modernizzare il sistema e allinearlo alle altre democrazie occidentali – ha padri e colpevoli ben precisi su entrambi i fronti politici.
Alicata punta inizialmente il dito contro gli avversari politici, accusando la “sinistra macchina della propaganda e della mobilitazione contro la deriva autoritaria” di aver vinto utilizzando slogan falsi e ingannevoli.
Secondo l’ex senatore, il racconto di un’autonomia dei magistrati a rischio in caso di vittoria del ‘Sì’ è stata “la panzana più ricorrente, superata per insulsaggine solo dallo slogan che invitava a votare No alla Riforma Salva casta”. Espressioni ad effetto a cui il centrodestra nazionale, fatta eccezione per l’onorevole Giorgio Mulè, ha saputo rispondere solo in modo flebile, non riuscendo a spiegare che l’indipendenza dei giudici e l’obbligatorietà dell’azione penale sarebbero rimaste intatte.
«È stato un referendum perso anche per ridicola supponenza – attacca Alicata –. Una volta votata la riforma nelle Aule parlamentari, si è data per scontata la vittoria, non facendo i conti con la “chiamata alle armi” della mobilitazione avversa, che ha privilegiato la connotazione politica dell’evento e non i contenuti della Riforma».
L’affondo contro la classe dirigente siracusana: “Un’assenza scandalosa”
Ma è spostando la lente d’ingrandimento sui confini provinciali che l’analisi di Bruno Alicata si trasforma in una vera e propria requisitoria contro i rappresentanti del centrodestra siracusano.
L’ex senatore denuncia senza mezzi termini la totale assenza dalla competizione elettorale degli esponenti locali della coalizione, i quali avrebbero dovuto promuovere con determinazione le ragioni del ‘Sì’ sul territorio.
«La cosa che più salta agli occhi, fin quasi a suscitare scandalo, è stata l’assenza di tutti gli esponenti di centrodestra – si legge nella nota –. Fatta eccezione per alcuni eventi organizzati dal deputato Cannata, nessun altro esponente, con incarichi o ruoli regionali o nazionali, ha promosso alcunché, anche solo lo straccio di un comunicato stampa».
Le conclusioni di Alicata fotografano un quadro amaro per la sua fazione politica:
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Un deficit enorme di classe dirigente a tutti i livelli.
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L’incapacità di promuovere una doverosa autocritica dopo la sconfitta.
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Il rammarico per una riforma mancata che, secondo l’ex senatore, avrebbe reso più evoluta la Magistratura nel pieno rispetto dell’articolo 111 della Costituzione.







