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Sanità, il Ministero boccia la rete ospedaliera siciliana. Faraoni: “Difendiamo la specificità dell’Isola”

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Roma scrive all’Assessorato: “Dati incoerenti e posti letto fantasma”. Faraoni frena: “Normali rilievi tecnici”. Tra le criticità citata la situazione degli ospedali di Avola e Noto

Una bocciatura sonora che rischia di paralizzare la riorganizzazione della sanità siciliana. Il Ministero della Salute ha inviato una nota non certo entusiasta all’Assessorato regionale, definendo la proposta di nuova rete ospedaliera “lacunosa e incoerente“. Un documento pieno di errori tecnici che tocca da vicino anche la provincia di Siracusa, dove è incerta ancora la realizzazione del nuovo ospedale del capoluogo, mettendo in discussione la classificazione di presidi fondamentali per il sud-est.

Tra i rilievi più pesanti mossi dai tecnici di Roma, spicca la gestione dei presidi territoriali. Il Ministero ha citato esplicitamente il caso dell’asse Avola-Noto, evidenziando una mancanza di trasparenza e criteri oggettivi nella classificazione come DEA di primo livello. Secondo il Ministero, le scelte della Regione non sarebbero coerenti con le stesse delibere prodotte, creando un corto circuito programmatorio che mette a rischio l’efficienza delle cure per i cittadini della zona sud della provincia.

La nota del Ministero scende nei dettagli di quella che appare come una gestione documentale caotica. Nella “Tabella C” inviata dalla Sicilia sono stati riscontrati:

  • Valori negativi: Posti letto indicati con numeri sotto lo zero (un paradosso logico).

  • Psichiatria nel limbo: Incertezza sulla collocazione di oltre 130 posti letto specialistici.

  • Codici errati: Utilizzo di identificativi non validi per diverse strutture sanitarie.

  • Discrepanze nell’emergenza: Contradizioni profonde sulla rete dei punti nascita e sulle reti tempo-dipendenti (infarto e trauma) tra Catania e le zone limitrofe.

Il tono della missiva ministeriale non lascia spazio a repliche morbide. Roma esige una nuova pianificazione immediata, con una mappa rigorosa della distribuzione dei posti letto tra pubblico e privato convenzionato. Se la Regione non trasmetterà dati esatti, il piano verrà sottoposto al Tavolo di monitoraggio nazionale con il rischio di compromettere il piano di rientro sanitario e la credibilità dell’intera isola.

La replica di Daniela Faraoni: “Difendiamo la specificità siciliana”

L’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, ha provato a gettare acqua sul fuoco, derubricando la nota a un passaggio burocratico previsto.

«Si tratta di osservazioni tecniche che aspettavamo – ha dichiarato l’assessore –. In Sicilia, oltre i nostri confini, abbiamo il mare: non possiamo applicare rigidamente i parametri del DM 70 come nelle altre regioni. Dobbiamo preservare la rete anche nelle zone difficili da raggiungere».

Faraoni ha poi rassicurato che i correttivi sono “quasi tutti tecnici” e che non si può parlare di bocciatura definitiva, ma di un confronto necessario per adattare le norme nazionali alla realtà insulare.

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