Siglato accordo con sindacati per fermata e bonifica. Sinistra Italiana critica: “Occupazione a rischio, serve piano complessivo”
L’area industriale di Siracusa cambia pelle, definitivamente. L’Eni Versalis ha annunciato di aver anticipato di due mesi la fermata e lo smantellamento degli impianti Cracking e Aromatici. Ieri l’azienda, le segreterie di categoria e le Rsu (cgil, uil e cisl) hanno sottoscritto un verbale in cui i rappresentanti dei lavoratori valutano positivamente lo spirito del confronto e si ripromettono, vicendevolmente, di monitorare l’avanzamento del programma. Dell’iter autorizzativo degli investimenti futuri e degli impatti occupazionali che ne deriveranno se ne parlerà nei successivi incontri. Le attività di fermata, bonifica e smantellamento degli impianti, si legge infine, dureranno circa 18 mesi e vedranno impiegati i lavoratori Versalis e lavoratori locali.
«Questa decisione per noi non è una buona notizia – hanno dichiarato Sebastiano Zappulla, segretario provinciale Sinistra Italiana Siracusa, Pierpaolo Montalto, segretario regionale Sinistra Italia Sicilia e Tino Magni, senatore Alleanza Verdi Sinistra – Siamo ancora al doppio binario: subito, adesso, di premura, la fermata, poi, dopo, gli investimenti e i risvolti occupazionali. Noi riteniamo sbagliato non occuparsi adesso, in questa fase, degli effetti, secondo noi drammatici, che il piano Eni Versalis avrà sull’occupazione, soprattutto dell’indotto. Gli interventi di fermata e bonifica degli impianti, inoltre, sono procedurati e abbisognano di tempi e durate relativamente lunghe. Non solo, richiedono l’intervento del personale diretto, quindi di Versalis, e solo di alcune delle ditte specializzate e non di tutto l’indotto. Infine, quando si parla di lavoratori locali cosa si intende? Noi, come la Cgil Sicilia, restiamo contrari al piano Eni Versalis. Le ragioni della nostra contrarietà al piano di Eni Versalis non solo rimangono tutte sul tavolo, ma sembrano essere sostanzialmente confermate. La posizione di Sinistra Italiana rispetto al piano Eni Versalis e alla crisi della zona industriale di Siracusa non è cambiata. Noi continuiamo a considerare sbagliato l’approccio di affrontare separatamente le diverse crisi emerse in questi anni. Sasol, Eni Versalis, Ias, GOIEnergy e il crollo dell’indotto metalmeccanico, elettrico, strumentale, edile e dei servizi sono tutte figlie di una stessa crisi. Crisi su cui il Governo Meloni e il governo Schifani avevano promesso impegno e soluzioni ma di cui si sono perse le tracce, sia delle soluzioni, sia dei governi. Un settore che sta perdendo pezzi e competitività, ma soprattutto l’occasione storica di agganciarsi alla transizione energetica e alla possibilità, concreta, di passare, finalmente, ad un assetto produttivo sostenibile sul piano ambientale, economico e occupazionale».







