La Comunità “Fratelli Tutti” protagonista del dibattito su fede e disabilità. Il presidente Cataudella: “Trasformare il mondo per accogliere ogni fragilità come una ricchezza”
Una straordinaria esperienza culturale, spirituale e ricreativa ha visto protagonisti, nei giorni scorsi a Catania, i membri della Comunità “Fratelli Tutti” – SuperAbili. L’associazione ha partecipato attivamente alla 22ª Edizione del prestigioso Festival Biblico, declinato quest’anno attorno a un tema di profonda attualità: “Il potere del limite. Salvaguardia del creato”.
L’incontro, ospitato nella suggestiva cornice della Chiesa di Sant’Orsola, ha proposto un intenso e partecipato dialogo a tre voci, capace di intrecciare teologia, esperienza pastorale, vita quotidiana e sensibilità sociale.
Ad animare il dibattito sono stati:
-
Giuseppe Cataudella, Presidente di SuperAbili OdV.
-
Don Aristide Raimondi, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale delle Persone con Disabilità della Diocesi di Catania.
-
Don Fabio Marella, Collaboratore del Servizio Nazionale per la Pastorale delle Persone con Disabilità della CEI.
Il Festival Biblico, con la sua vocazione a riportare le Scritture al centro della vita quotidiana, ha offerto un contesto ideale per riflettere sul ruolo delle persone con disabilità all’interno della società e della Chiesa. Un ruolo che non deve essere quello di semplici “destinatari passivi” di attenzioni, ma di protagonisti attivi in un percorso di umanizzazione e di bellezza condivisa.
“Ci sono giorni in cui la bellezza dell’amore e del servizio al prossimo diventano istanti di paradiso da condividere e da innestare in un mondo che sembra bruciare d’odio” ha affermato Giuseppe Cataudella, sintetizzando il sentimento che ha attraversato l’intera giornata.
Nel corso del suo intervento, il Presidente dei SuperAbili ha ribadito con forza come le persone con disabilità abbiano il diritto di ricevere un mondo più bello, più vivibile e più giusto. Un mondo che non chieda loro di adattarsi a un sistema imperfetto, ma che si impegni a trasformarsi per accogliere ogni fragilità come una vera ricchezza.
Richiamando i principi dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, Cataudella ha evidenziato un passaggio cruciale per i nostri tempi: “Il grido della terra e il grido dei poveri sono quasi lo stesso grido, sono intimamente connessi”.
Un appello potente, che interpella la coscienza di tutti, invitando a una profonda conversione dello sguardo e del cuore: riconciliarsi con la bellezza del creato, lasciarsi trasformare interiormente e riscoprire la propria responsabilità verso la “casa comune” e, soprattutto, verso i fratelli più fragili.








