…e tutti lo sanno che “Sul mare luccica”, ce lo cantò Enrico Caruso con la sua inimitabile voce, tutti lo sanno che Santa Lucia è anche un vecchio quartiere sul porto di Napoli, come racconta quella canzone che la incise anche Elvis e che è celebre in Svezia con il titolo che non sto qui a tradurvi, “Sankta Lucia, ljusklara hägring”, perchè noi siracusani lo sappiamo che Santalucianostra la dobbiamo condividere con gli svedesi che ci mandano ogni anno (quest’anno no, temo) le signorine per la processione dell’ottava, con i detestati veneziani che se la arrobbarono e ce la concessero per poco qualche anno fa e io c’ero quel giorno che la riportammo a Siracusa e arrivammo con la nave alla marina, io c’ero sulla nave e, nella traversata da Augusta a Siracusa, rimasi per tipo 5 minuti solo con lei nella sala dove l’avevano sistemata, e me la guardai tutta bene, da vicinissimo, santaluciamia che era piccola, con la pelle diventata scura e secca secca dopo 1700 anni, fragile, e in quei minuti che eravamo soli io e lei mi sentì un privilegiatissimo, toccato da una fortuna straordinaria, ma questo non c’entra con “Sultans of swing” che è una rubrica di musica e cazzeggio e quindi rientro nel ruolo e ammetto che dopo “Sul mare luccica” l’Italia non ha prodotto granché come song sulla nostra Santa o su sue omonime e infatti la “Lucia” di Cocciante, per tacere di quella di Riccardo Fogli e di Pupo non sono passate agli annali della musica, nemmeno ebbe gran successo “Nel letto di Lucia” di Rino Gaetano che però non parlava di una Lucia un po’ generosa, bensì della CIA e di vari ministri filoamericani (Moro, Fanfani, Andreotti), ma ovviamente nella mediocrità esiste una eccezione, una grande canzone su Santa Lucia, di Francesco De Gregori, una preghiera laica alla santanostra, una preghiera per gli sconfitti (“Santa Lucia per chi beve di notte / E di notte muore e di notte legge / E cade sul suo ultimo metro / Per gli amici che vanno e ritornano indietro / E hanno perduto l’anima e le ali”) perché chi di non non ha avuto un amico che è andato e poi è ritornato con i suoi sogni infranti e la tristezza negli occhi, ma è anche una preghiera di perdono (“Per le persone facili che non hanno dubbi mai”) e una preghiera di speranza, una invocazione di protezione (“Santa Lucia, il violino dei poveri è una barca sfondata /E un ragazzino al secondo piano che canta / Ride e stona perché vada lontano / Fa che gli sia dolce anche la pioggia delle scarpe”), sì perchè la patrona si invoca e tutti abbiamo o abbiamo avuto una mamma che si chiamava Lucia (e io anche una colf con un occhio di vetro che mi ha insegnato il siciliano e quanto era buono il limone col sale), ma non devo scantonare nel sentimentalismo perché questa è una rubrica di musica, musica pop e finora abbiamo parlato di effetti collaterali, perché, lo so che c’è la Santa Lucia napoletana e la bellissima Santa Lucia di De Gregori, ma se nel pop esiste una Lucia non è italiana ma di Liverpool, era compagna di classe di Julian, figlio di John Lennon alle elementari, ed è diventata un mito all’interno di un altro mito, l’album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, cioè stiamo parlando della storia della musica del ‘900, o meglio della musica e basta con un LP che è stato incoronato come il migliore del mondo e messo al n. 1 nella classifica dei 500 migliori album di sempre dalla bibbia del pop, la rivista Rolling Stone, e dentro ci sta Lucianostra, una canzone che ha dato il nome al più famoso reperto di uomo preistorico che si chiama appunto “Lucy” in suo onore, una song che stata considerata un inno all’LSD (dalle iniziali delle parola del titolo Lucy in the Sky with Diamonds) ma Lennon ha accreditato semmai l’ispirazione da Alice nel Paese delle Meraviglie e comunque è una meraviglia del pop e della musica, e anche questa Lucy dalla “nostra” Lucia prende il nome, e come lei oggi fa l’onomastico e quin
di Auguri a tutte le Lucie e le Lucy del mondo..
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