Nadia Spada: “La politica non è un luogo semplice per una donna, ma può cambiare linguaggio e direzione”
PALAZZOLO ACREIDE – Un viaggio profondo nelle radici culturali, spirituali e simboliche della figura femminile: è quello proposto ieri sera dalla conferenza “Donna, immagine, parola e presenza. Radici bibliche e cammini di libertà”, appuntamento inserito nella programmazione di Palazzolo è e ospitato ai piedi dell’Immacolata, luogo che ne ha amplificato significato e intensità.
L’incontro, moderato e partecipato, ha visto gli interventi di don Daniele Lipari e della docente Ornella Valvo, che hanno guidato il pubblico in un percorso tra Scritture, classicità e riflessioni contemporanee sul ruolo della donna nella società.
La prima parte della serata è stata affidata a don Daniele Lipari, che ha analizzato la presenza, spesso decisiva e rivoluzionaria, delle figure femminili nelle Sacre Scritture: donne che parlano, scelgono, attraversano la storia sacra con forza e consapevolezza, anticipando molti dei temi oggi al centro del dibattito pubblico.
A seguire, la docente Ornella Valvo ha aperto una finestra sul mondo femminile dell’antichità greca, ricostruendo i profili di figure come Medea e Ifigenia: personaggi complessi, contraddittori, spesso incastonati in ruoli imposti, ma capaci di lasciare un’impronta indelebile nella tradizione classica e nella cultura occidentale.
Profonda e molto apprezzata la riflessione dell’assessore alla Cultura del Comune di Palazzolo Acreide, Nadia Spada, che ha offerto una testimonianza lucida e personale sul ruolo delle donne nella società e nelle istituzioni.
“Oggi, da donna e da amministratrice, sento il peso e la bellezza di appartenere a una generazione che non deve più chiedere ‘permesso’, ma che deve continuare a costruire strade”, ha affermato Spada.
“Strade nuove, dritte, senza paura di aprirle anche quando qualcuno preferirebbe tenerle chiuse. La politica non è un luogo semplice per una donna: misura, giudica, spesso giudica prima di ascoltare. Ma proprio in questi spazi fragili e duri, la presenza femminile può cambiare il clima, il linguaggio, la direzione.”
L’assessore ha sottolineato il valore trasformativo della presenza femminile nelle istituzioni:
“La politica fatta dalle donne non è mai esercizio di potere: è esercizio di cura, di comunità, di visione. Celebriamo la donna che pensa, parla, agisce, crea, resiste, immagina. La donna che non vuole essere imitazione del maschile, ma pienamente sé stessa. La donna che ha radici e libertà: radici che la tengono salda, libertà che la portano lontano.”











