L’evento, promosso dalla Rete museale Iblei, farà il punto sulle ultime indagini nel territorio. «Un progetto editoriale diventato punto di riferimento per le ricerche sul paesaggio antico», spiegano gli organizzatori
Si terrà domani, venerdì 22 maggio alle ore 18:00, presso il Museo Tempo di Canicattini Bagni, l’attesa conferenza di presentazione del terzo volume della collana “Hyblaea. Studi di archeologia e topografia dell’altopiano ibleo”. L’evento è promosso dalla Rete museale Iblei. L’opera, edita dalla prestigiosa casa editrice britannica Archaeopress, è curata da Antonino Cannata, Alessandra Castorina e Marco Stefano Scaravilli, ed è arricchita dalla prefazione di Robert Leighton.
«Nata nel 2022 per iniziativa del centro studi Aditus in rupe, Hyblaea si conferma come sede editoriale di riferimento per le ricerche sull’archeologia e sul paesaggio antico dell’altopiano ibleo», spiegano i promotori della Rete museale Iblei. «Parliamo di un territorio geograficamente circoscritto – proseguono gli organizzatori – ma caratterizzato da una straordinaria densità di testimonianze antropiche, la cui lettura richiede approcci metodologici specifici e interdisciplinari». Tra i saggi contenuti all’interno del volume, ampio spazio è stato dato infatti alle recenti indagini condotte a San Marco, in contrada Arco, a Buscemi e nell’area di Santa Lucia di Mendola.
L’incontro di venerdì sarà aperto dai saluti istituzionali del sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, e del Soprintendente di Siracusa, Antonino Lutri. A fare gli onori di casa, per il Sistema Rete museale Iblei, saranno il presidente Paolino Uccello e la direttrice Cetty Bruno.
«A introdurre i lavori sarà Antonino Cannata, curatore del volume e direttore del Centro studi Aditus in rupe», precisa la nota stampa dell’evento, «il quale riferirà delle recenti indagini condotte in contrada San Marco, sede di un sito archeologico pluristratificato».
Subito dopo, la parola passerà agli esperti impegnati sul campo. Gioacchina Tiziana Ricciardi, ispettrice per le catacombe della Sicilia sud-orientale, presenterà gli esiti di uno scavo d’emergenza, condotto al Colle San Nicolò a Buscemi e attivato per tutelare il patrimonio. «L’archeologa Salvatrice Pantano – continua la nota – parlerà invece di Santa Lucia di Mendola, sito archeologico di particolare rilevanza ubicato vicino Palazzolo Acreide». Chiuderà il ciclo di interventi Elena Flavia Castagnino Berlinghieri, funzionaria archeologa della Soprintendenza di Siracusa, relazionando sulle ultime indagini condotte nel monumento sepolcrale di Aristomenes, in contrada Arco a Noto.
Tutti questi interventi sul campo non sono casuali, ma frutto di una stretta collaborazione istituzionale. «Queste indagini scaturiscono da una convenzione stipulata tra la Soprintendenza di Siracusa e la Rete museale Iblei, con il supporto scientifico di Aditus in rupe», concludono i promotori. Un accordo virtuoso che ha consentito di condurre diverse campagne di ricerca e di tutela in un’area che custodisce, ancora oggi, preziose testimonianze archeologiche delle interazioni tra greci e indigeni nella Sicilia sud-orientale in età arcaica.






