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Siracusa, “La parola agli eletti”, tre domande al consigliere Damiano De Simone

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Torna la rubrica nata per far conoscere meglio ai cittadini siracusani i propri rappresentanti eletti in Consiglio Comunale; dopo il suo recente approdo in Forza Italia dal gruppo misto, tocca oggi al consigliere Damiano De Simone

D: Consigliere De Simone, i passaggi da un partito all’altro in qualunque assemblea legislativa non sono una sorpresa o un’eccezione, ma la normalità, peraltro pensati originariamente dal legislatore a tutela della assoluta libertà degli eletti, come asserisce la nostra costituzione all’articolo 67, il famigerato “divieto di mandato imperativo”. Contestualizzando i fatti ad oggi, non crede però che il cambio di partito possa spaesare e confondere gli elettori, che magari avevano scelto un candidato anche per il simbolo che rappresentava?

R: Come bene ricorda, il legislatore ha pensato di tutelare la libertà degli eletti. Nella fattispecie tengo a sottolineare che il cambio è avvenuto all’interno della coalizione di centrodestra. Dopo un passaggio iniziale al gruppo misto, ho aderito a Forza Italia, partito moderato, sempre nell’ambito del centrodestra e dunque in continuità con il ruolo di opposizione in Consiglio comunale. Detto ciò, tra i concittadini che mi hanno votato, c’è stata una percentuale che mi ha sostenuto anche per il simbolo del partito con cui mi sono candidato, ma non solo per questo. Come lei ben sa, provengo dal civismo e buona parte degli elettori che mi hanno sostenuto, proviene da quell’ambiente.

D: Il suo interesse per le vicende cittadine comincia ben prima dell’elezione a consigliere comunale, da libero cittadino prima e da presidente della Consulta Civica poi. Essendo parte comunque di una minoranza politica in consiglio, crede che il suo ruolo possa essere incisivo come l’aveva immaginato al momento della candidatura, oppure dovrà trovare una sorta di compromesso per tutte le sue battaglie, magari rinunciando a qualcosa?

R: La politica del “piove governo ladro”, non mi appartiene. Certamente sono un consigliere di opposizione ma la prassi da me praticata, dà priorità all’interesse della città, per cui, io amo confrontarmi sia all’interno dell’area di centrodestra sia ricercare un confronto critico e costruttivo con l’amministrazione attiva e la sua maggioranza.

D: Come giudica questa prima parte di consiliatura? I consiglieri hanno secondo lei svolto correttamente il ruolo di indirizzo e controllo nei confronti dell’amministrazione attiva imposto dalla legge e dai regolamenti o ci sono margini di miglioramento?

R: Durante il primo anno di consiliatura che, personalmente, definisco di “rodaggio”, ognuno ha ricercato e definito la propria dimensione e sperimentato il rapporto con l’Ente in relazione al ruolo da Consigliere. In previsione dei prossimi anni, sono convinto che il Consiglio riuscirà ad implementare e ottimizzare al meglio il suo lavoro.

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