Complimenti! Hai una forte energia in scena, meriti di fare una grande carriera. Ma devi osare di più. Più coraggio. Più sfrontatezza. E darti completamente al pubblico”. I preziosi consigli arrivano a un giovane – e forse per questo ancora timido – Sebastiano Lo Monaco, da un mostro sacro del teatro come Gigi Proietti.
Era il 1991, l’attore siracusano aveva appena finito di recitare nello spettacolo “Il tartufo” di Molière – diretto da Roberto Guicciardini con Paola Borboni, Giustino Durano e Anna Teresa Rossini – quando ricevette questa inaspettata quanto piacevole visita nel camerino del teatro Quirino di Roma.
Nelle parole di Gigi Proietti era racchiusa tutta l’umanità, tutta la generosità di un uomo che, per usare le parole di Sebastiano Lo Monaco “non era un bravo attore. Era un fuoriclasse. Nella vita e nella professione. E per questo prodigo di consigli e di insegnamenti. Perché a Gigi Proietti non interessava mettere in secondo piano i giovani artisti o i colleghi con cui lavorava. A lui interessava valorizzarli”.
“All’epoca del nostro primo incontro – ricorda Sebastiano Lo Monaco – avevo una forma di timidezza e riservatezza nel recitare, che un grande artista come lui aveva intuito. Ma da quella sera presi alla lettera le sue indicazioni, mettendole in pratica”.
Poi vari incontri, cene tra colleghi nei ristoranti romani e due straordinarie occasioni in cui l’attore siracusano e l’indimenticabile Gigi Proietti hanno lavorato insieme. “Si tratta del film di Carlo Vanzina “La vita è una cosa meravigliosa” – spiega Sebastiano Lo Monaco – e delle miniserie televisiva, prodotta da Lux Vide e andata in onda su Rai 1, “Preferisco il paradiso” in cui lui interpretava San Filippo Neri e io un principe della nobiltà romana”.
Il pugno di Lo Monaco a Gigi Proietti tratto da “La vita è una cosa meravigliosa”
In un lungo e cordiale rapporto “fatto sempre – precisa l’attore siracusano – di grande rispetto ed eleganza. Più volte andai a trovare Gigi Proietti a casa per convincerlo a occuparsi della regia di uno degli spettacoli classici al Teatro Greco di Siracusa. Un’idea che lo entusiasmò, ma era sempre così impegnato che alla fine non se ne fece nulla”.
E Sebastiano Lo Monaco conclude: “Sembra che l’inopinata chiusura dei teatri, in un periodo tragico della nostra esistenza, abbia fatto scegliere a Gigi Proietti di lasciare questo mondo e, per troppo dolore, passare a una vita migliore”.
La dedica di SiracusaPress a Gigi Proietti










