[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/flA5ndOyZbI”][vc_column_text]…perchè ce lo dobbiamo dire, perchè lo sappiamo, ci è chiaro ma figuriamoci se ci mettiamo a fare i musicalmente zillusi in questo periodo, però le canzoni di Natale sono una lagna mediocre, a tratti insopportabili, un sabba di buonismo tanto al chilo in cui, in linea di massima, si predica che bisogna pensare ai poveri e agli sfigati di tutto il mondo e di norma queste invocazioni vengono da milionari e sono rivolte a noi, cioè a chi si può permettere tv, dischi (un tempo), download, device, smartphone e quant’altro e così ci sentiamo tutti più buoni e ci caliamo tonnellate di agnello, capitone, tacchino e speriamo di ricevere regali bellissimi e ci siamo dissanguati per fare regali bellissimi…e non voglio essere snob e retorico ma non se ne esce dalle nostre contraddizioni capitaliste (mie in primis ovviamente) e cattoliche anche in musica e quindi veniamo alle canzoni di Natale che personalmente mi urticano abbastanza i cabasisi a comiciare da quelle più ascoltate dalle antiche White Christimas di Bing Crosby e tanti altri, alla Let it snow di Sinatra, alla inevitabile “Oh happy day”, alle più recenti cominciando da Mariah Carey con la sua insopportabile “All I Want for Christmas Is You” con quel video di lei formato pin-up vestita da babbo natale in tutina aderente, passando per “Last Christmas” con un biondissimo George Michael che spasima, ricambiato e languoroso, per la brunetta dell’anno prima, o come le “Christmas Lights” dei Colplay che pure sono i Coldplay e sono riusciti a fare una canzone moscissima e insomma avete capito che secondo me Natale non e cosa di belle canzoni però… però… però una o due eccezioni nella banalità ci sono una in particolare e una di complemento perchè la banalità non poteva far parte di John Lennon, e lui ha scritto una canzone sul Natale che è la madre di tutte le canzoni penitenziali dei miliardari ma le altre sono solo figlie mal riuscite di “Happy Xmas, war is over”, grande innno pacifista di John e Yoko pubblicato nel 1971 contro la guerra del Vietnam, che in realtà è una cover del brano folk americano Stewball (che parlava di un cavallo che beveva solo vino) a cui Lennon ha inventato un testo diverso e speciale perchè prima non c’era tutto questo impegno nelle canzoni natalizie e forse dopo ce n’è stato troppo alternato a canzoncine d’occasione ma comunque la song dell’ex beatles è diventato un inno del Natale impegnato, un battistrada che ha aperto le porte all’altra eccezione, un progetto chiamato “Band Aid” che a natale del 1984 riunì a Londra il meglio della musica britannica dell’epoca (da Bono a Sting, da Paul Weller a Phil Collins, da Paul Young a Simon Le Bon e i Duran Duran, da Tony Hardley e gli Spandau Ballet, da George Michael alle Bananarama) sotto la guida un cantante di un gruppo nemmeno tanto famoso, i Boomtown rats, tale Bob Gedolf che sei mesi dopo avrebbe inventato il più grande concerto di beneficienza della storia della musica, “Live Aid”, ma tutto cominciò quell’autunno con un documentario sulla carestia in Etiopia che Gedolf vide e dal quale rimase impressionato, così chiamo Midge Ure degli Ultravox e scrissero “Do They Know It’s Christmas” (così almeno riferisce Wikipedia), poi chiamarono tutti gli amici di cui sopra e incisero la canzone a più voci arrivando n.1 in mezzo mondo e raccogliendo tanti soldi per gli affamati etiopi, la cosa venne poi replicata nel 2004 e nel 2014 con i cantanti del momento, la cosa venne poi copiata dagli americani con progetto “Usa for Africa” che al solito fecero la canzone monstre “We are the world” con tutti dentro da Michael Jackson a Bruce Springsteen, da Bob Dylan a Stevie Wonder, da Ray Charles a Diana Ross, la cosa venne poi copiata anche in Italia – con una canzone, “Domani”, bella ed emozionante a dire il vero – quando per il terremoto di Abruzzo nel 2009 cantarono tutti assieme per raccogliere fondi, tutte cose buone e se servono ad aiutare sono sempre ben venute e qui tendenzialmente chiuderei questo pezzo che credo sia uno dei
peggiori della mia carriera e quindi buon Natale a tutti, smettete di leggermi e sentite solo le canzoni…
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