[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/dVNdTXEJv1A”][vc_column_text]Prima le canzoni si compravano. Se avevi culo le registravi (ricordate le richieste e le dediche?) premendo i tasti rec&play contemporaneamente nelle radio che avevano anche annesso il registratore a cassette.
Poi venne “Napster”, due anni vissuti pericolosamente dall’estate del ’99 a quella del 2001. Due anni dopo i quali Napster fu chiuso ma l’ascolto della musica non fu mai più a pagamento. Napster era un programma attraverso il quale privati cittadini che avevano canzoni sul loro computer se le scambiavano. Che so, ti mancava “gelato al cioccolato” di Pupo? Facevi una ricerca e scoprivi che c’erano in quel momento on line 12 disgraziati che avevano quel capolavoro e lo potevi scaricare senza conseguenze (se non quelle morali e psicologiche derivanti dall’ascolto di Pupo).
Potevi anche chattare con quelli con cui scambiavi le canzoni anche se si chiamavano tutti con nickname e non sapevi mai in realtà chi c’era dall’altra parte dello schermo.
Questo pistolotto per dire che, insomma, la prima canzone che scaricai da Napster era questa “Pure Shores” delle All Saints, una versione affascinante delle Spice Girls. Il brano era inserito nel film The Beach con Leonardo di Caprio. Finì primo nelle classifiche di mezza europa. Ed è pure una bella canzone. Altrimenti non l’avrei scaricata.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











