Aggiornato al 10/12/2020 - 13:47

Paolo Rossi era un ragazzo come noi

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[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/kdq5vdFhh7w”][vc_column_text]Credo di averlo visto solo una volta, al ministero, nell’ufficio del mio amico Luigi Pelaggi che con Paolo Rossi aveva un’azienda che produceva vino, in Umbria mi pare. Sarà stato il 2002 o giù di lì.

Appena capì che quel signore davanti a me era “lui”, mi inginocchiai e lo omaggiai alzando e abbassando le braccia come fanno i mussulmani quando pregano rivolti alla Mecca. “Lui” si aprì in uno di quei suoi sorrisi quasi timidi; temevo di averlo messo in imbarazzo: “Scusami – dissi – ma per la nostra generazione tu sei un idolo”.

Aveva 9 mesi più di me; come cantava Venditti: “Paolo Rossi era una ragazzo come noi”.

Che il riposo nei cielo degli dei del calcio ti sia lieve.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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