Quando Gaber ci raccontò in anteprima le amministrative del 2018

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[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/V5vQTVYFl9E”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Come ormai sapete, l’arte vede e prevede e Gaber vedeva e prevedeva assai così 45 anni fa raccontò le sue “elezioni”, quelle che si svolgono in giornate in cui non piove mai, quelle domeniche con le strade linde e silenziose, quelle in cui s’avverte un senso d’ordine e di pulizia.

E in quelle giornate come in quella delle amministrative siracusane del 2018 (come ribadito in questi giorni dall’inchiesta penale, come condannato dal Tar, come assolto ma non negato dal CGA) nei seggi elettorali si scatenò l’armageddon della cialtroneria, della superficialità, dell’approssimazione, forse anche qualche reato di risulta che annegò nel mare delle minchiate fatte aggratis per ignoranza o presunta furbizia.

E Gaber, che sapeva già tutto, in quell’immagine dell’elettore che ruba la matita copiativa esprime la metafora amaramente sorniona delle schede perdute, di quelle contante in più o in meno, dei verbali che non quadrano, delle ipotizzate e non provate schede ballerine.
Deeeeemooooocraziaaaaa[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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