Aggiornato al 18/03/2026 - 10:41
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Amministrative 2026, si vota anche a Lentini: cittadini alle urne il 24 e 25 maggio

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In città è già partita la campagna elettorale per il post Lo Faro: a destra e a sinistra l’obiettivo è creare coalizioni unitarie

A Lentini è già tempo di voltare pagina dopo la sfiducia approvata lunedì dal Consiglio Comunale che ha decretato la fine dell’esperienza politica dell’ormai ex sindaco Rosario Lo Faro. Lo strappo con alcuni consiglieri comunali aveva portato a una condizione di ingovernabilità della città, confermata da una prima mozione presentata – poi non votata – e sulla successiva che ha avuto il placet dell’aula e ha chiuso in anticipo di un anno il mandato del primo cittadino: undici i voti favorevoli che danno inizio a una nuova stagione politica.

In attesa di notizie da Palermo, è praticamente certo che per decretare la nuova amministrazione comunale i cittadini saranno chiamati alle urne il 24 e 25 maggio – con eventuale turno di ballottaggio fissato per il 7 e 8 giugno – così come previsto anche a Floridia ed Augusta, comuni a scadenza naturale del mandato dei rispettivi sindaci. Per l’ufficialità si attende il decreto dell’Assessorato alle Autonomie Locali, che darà ufficialmente il via a una campagna elettorale che coinvolgerà non solo i gruppi politici che hanno deciso per la sfiducia a Lo Faro ma anche i movimenti cittadini che non hanno avuto rappresentanza in aula.

Su più fronti, infatti, si lavora per costruire progetti e coalizioni: da parte di Forza Italia, con il deputato Riccardo Gennuso, nelle scorse ore è arrivato l’invito al confronto agli altri rappresentanti del centrodestra, per costruire una candidatura unitaria. Tra gli interlocutori c’è sicuramente Grande Sicilia e il collega Giuseppe Carta, in prima linea nella sfiducia a Lo Faro e adesso impegnato a dialogare con i rappresentanti del suo movimento. Da comprendere, in questo senso, anche la posizione di Fratelli d’Italia e del parlamentare nazionale Luca Cannata.

Nel centrosinistra, invece, l’obiettivo è costruire un progetto del cosiddetto “campo largo” per evitare personalismi e costruire un’alternativa solida. Al netto dei nomi, Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra e Movimento 5 Stelle dovranno sedersi attorno a un tavolo – che comprenderà anche i deputati regionali Tiziano Spada e Carlo Gilistro – per definire i contorni di un’alleanza che appare pressoché naturale in contrapposizione al fronte di destra.

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