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Cadavere carbonizzato a Carlentini: arrestati due catanesi per l’omicidio di Salvatore Privitera. I nomi

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Il corpo del 35enne fu ritrovato il 6 gennaio in contrada San Demetrio: per gli indiziati c’è l’aggravante del metodo mafioso

Per l’omicidio di Salvatore Privitera, risalente ai primi giorni di gennaio 2026, i Carabinieri dei Comandi Provinciali di Catania e Siracusa – con il supporto del personale del Comando Provinciale di Vibo Valentia, del Reparto Investigazioni Scientifiche R.I.S. di Messina, dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Sicilia”, del 12^ Nucleo Elicotteri e del Nucleo Cinofili di Nicolosi – hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia che ha coordinato le indagini unitamente alla Procura della Repubblica di Siracusa, nei confronti di 2 soggetti, ritenuti responsabili, in concorso, ferma restando la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, di omicidio, soppressione di cadavere, porto abusivo di armi e danneggiamento seguito da incendio, reati aggravati dal “metodo mafioso”.

I NOMI

Gli arrestati sono Pietro Catanzaro, nato nel 1990, residente a Catania, con precedenti per reati contro la persona, contro il patrimonio e in materia di armi e di stupefacenti, figlio di Giovanni Catanzaro detto “U milanisi’, esponente apicale dell’organizzazione mafiosa Cappello-Bonaccorsi, e Danilo Sortino, classe 2003 originario di Lentini, con precedenti penali per reati contro il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti.

 

LA DINAMICA DELL’OMICIDIO

Secondo l’ipotesi investigativa, supportata da plurimi riscontri tecnici, nella serata del 5 gennaio la vittima è stata attirata all’interno del Villaggio Ippocampo di Mare di Catania e, dopo una violenta aggressione, raggiunto da un colpo d’arma da fuoco alla nuca che ne ha provocato il decesso. Sul luogo dell’aggressione, i due indagati avrebbero dapprima tentato, senza successo, di eliminare le tracce del delitto innescando un primo incendio. Successivamente, avrebbero caricato il cadavere all’interno dell’autovettura in uso alla vittima e lo avrebbero quindi trasportato in località San Demetrio, nel comune di Carlentini (SR). Giunti sul posto, avrebbero incendiato l’autovettura con all’interno il cadavere si Privitera.

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