[vc_row][vc_column][vc_column_text]…siccome nel ‘73 per alcuni mesi lavorò nel reparto vernici di un’azienda della zona industriale, ogni sera a casa si strofinava a lungo la testa per tornare corvino, ma poi smise e nel ’78 faceva il corrispondente “di nera” da Augusta per “Il Diario” e gli “passava” i pezzi un ventunenne alle primissime armi che “abusivo” in redazione era stato messo a impaginare le cronache della provincia, che poi ero io e con lui attraversai lunghi anni sul finire del secolo breve fra quotidiani e tv più o meno locali, poi lui approdò alla Rai e io alla Gazzetta e poi a Roma… e niente lui ha sprecato forse troppi anni facendo il giornalista che si dice sempre così quando alla fine trovi la strada che ti piace e finalmente la puoi fare per amore e per gioco, per passione e per sentimento, per puntiglio e per professionalità di ritorno e Salvo dopo le sue molte vite ne ha cominciato un’altra che forse è quella che lo diverte di più, che lo fa assomigliare a certi personaggi latini delle canzoni di Paolo Conte o dei romanzi di Arturo Perez Reverte, una vita che gli sta a pennello, la vita del “crooner sentimentale” e così s’è messo a cantare come faceva certe notti con Cartia ai congressi dell’Assostampa mentre chi decideva stava decidendo e noi, agganciato un pianista di passaggio (forse Daniele Billitteri da Palermo?), ascoltavamo Salvo e Dino, entrambi ex batteristi, che ci sciorinavano il repertorio del night che ugualmente amavano per vie diverse, Salvo autoctone, Dino reduce dai favolosi anni 60 al caffè Pedrocchi di Padova dove suonava nel gruppo di Fred Bongusto, e non capivo fino in fondo (ero abbastanza coglioncello da giovane) a quale privilegio avevo accesso con la confidenza musicale e non solo di Salvo e Dino, e comunque questa passione antica rimase sopita nel dutture Fruciano (ci chiamavamo tutti “dutture” fra noi, quelli che dottore non eravamo e non siamo) fino alla pensione poi, come giustamente doveva accadere, è esplosa e l’ex operaio al reparto vernici, l’ex impiegato della Tapso, l’ex giornalista di testate e tv di provincia, l’ex corrispondente RAI, s’è trasformato nel cantante che non ti aspetti, nel crooner che sussurra con una voce alla Bruno Martino le canzoni di Tenco, aggiungendo pause e ritmo a melodie romantiche, innervando di fruscianti percussioni canzoni che assumono nuova fisionomia rispetto agli originali prestigiosissimi, perché Salvo non stravolge, non presume, non s’accalca sui testi, li vive a suo modo, con la partecipazione ed il disincanto di chi canta l’amore come vera grande metafora esistenziale e se non ci credete andate sul suo canale youtube (https://www.youtube.com/channel/UC_adHWkffTCg-4nRkmvb8Rw) e ascoltate le sue quattro esibizioni, due di Tenco, “Ti ricorderai” e “Quasi sera” e due tratte da film memorabili “O cielo ce manna sti cose” di Fred Bongusto e “Al cuore non comandi mai”[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_video link=”https://www.youtube.com/watch?v=gEgrZREVxFQ”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]traduzione italiana di Herbert Pagani di una canzone della colonna sonora di “Un uomo e una donna”, scritta da Francis Lai e incisa da Mina nel ’71, andateci e ascoltatele e se chiudete gli occhi vi ritroverete all’Asteria Bleu (per chi è molto anziano e se la ricorda) o in uno dei mille night dei film anni ’60 con il cantante confidenziale che raccontava, senza gridare e mettendoci dentro un po’ di jazz, dei suoi amori sovente sfortunati e se chiudete gli occhi dimenticherete il Fruciano cronista della tv e troverete il performer che finalmente è riuscito ad essere assieme ai suoi amici (i brani sono di “Salvo Fruciano & friends), bravissimi strumentisti che hanno colto il mood dell’interprete e lo assecondano come avessero passato le notti ad accompagnare le coppie sulle pedane dei locali che andavano alla moda prima che molti di loro nascessero, perché i friends di Salvo sono di molte età diverse ma della stessa sensibilità musicale masticata e intensa (Salvino Strano al pianoforte, Salvo Tempio al Sax Alto, Antonio Bonasera al sax soprano, Antonio Ortisi al Basso, Giovanni Maucieri alla batteria, Lorenzo Coriglione al basso, Salvo Bordonaro sax tenore) e anche la parte tecnica – con Francesco Sole alla fotografia e montaggio e (per tre brani su quattro) il mix e la masterizzazione di Lorenzo Coriglione presso studi Futura di Siracusa – asseconda l’atmosfera curata e intrigante dell’esibizione… perché le vite di dopo sono molto più vitali delle vite di prima, sono molto più disposte ad essere godute e bevute attimo per attimo, come questa nuova vita di Mr. Fruciano, crooner sentimentale.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_video link=”https://www.youtube.com/watch?v=NtEWHwmskpo”][/vc_column][/vc_row]











