[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Toi Bianca”][vc_video link=”https://youtu.be/3ISLeHByD-I”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Per le canzoni datate io preferisco i video vecchi, possibilmente dal vivo. Lo so sono spesso sgranati, sfocati, ma sono veri. Cioè mi fa strano vedere una canzone degli anni ’70, ruggente, anticonformista suonata e cantata da un signore tignoso, a volte con anacronistico codino, e con la panza che l’aveva scritta 50 anni fa, raccontando delle ragazzine o della rivoluzione o del Viet Nam, e rende a mio parere poco intellegibili i brani da chi li vede e sente per la prima volta.
Vabbè oggi sono libero dal lavoro e quindi mi dilungo in cazzeggiamenti.
Quanto sopra era per dire che la song di oggi, “Pick up the pieces”, il capolavoro della “Average White Band” ve la propongo con un video del ’77 del festival di Montreux, cioè del periodo in cui la canzone fu scritta e divenne una hit mondiale con i “bianchi medi” giovani e splendidamente suonanti.
Della canzone non ho molto da dire, è un pezzo travolgente diventato uno standard internazionale a pieno merito, se il titolo non ve lo ricorda, lo riconoscerete dalle prime note. E proprio sulle prime note, cioè sul giro armonico che avvia e poi accompagna il brano esiste una delle solite controversie del pop. Nel 1972 uscì un brano della Band di James Brown ,“Hot pants road”, che non ebbe successo ma ha un giro di chitarra iniziale praticamente identico a “Pick up the pieces”. E vabbè questa disputa con le altre, ce ne facciamo una ragione.
Ma il brano della Average White Band (che li pensavo americani con quel ritmo funky, ma invece sono scozzesi di Dundee) è nella storia e ci resterà per sempre per farci ballare e non solo. Meritatamente.
Perché tutti abbiamo “cocci da rimettere assieme” e a volte bisogno di “rimetterci in sesto”, di pick up the pieces, insomma.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











