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La musica è finita

Spettacolo, senza grandi concerti in città volge al termine la stagione estiva 2024. Granata: “Auspichiamo il ritorno al Teatro Greco”

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Orfana dei grandi nomi “pop” (con l’eccezione di Noemi per il G7 Agricoltura), la Siracusa musicale si è consolata in parte con l’Ara World Festival, anche se per l’assessore alla Cultura del comune di Siracusa “il riscontro non sembra essere positivo”

Dopo l’exploit dello scorso anno e nonostante l’innegabile impegno profuso dal duo Carmelo Bennardo-Lello Analfino nel dare vita ad una stagione musicale qualitativamente apprezzabile, resta ancora l’amaro in bocca per l’occasione perduta, quella cioè di dare alla città un’altra serie di concerti di livello nazionale ed internazionale nella sua cornice storica più bella, ovvero il Teatro Greco.

Doverosa premessa: non si toccherà in questa sede il tema, annoso e ben noto a chi segue le vicende del Teatro alle pendici del Temenite, della diatriba tra gli “oltranzisti della tutela” e gli “entusiastici dell’utilizzo continuo”, perché non è argomento dell’articolo.

La scelta dell’amministrazione comunale, di fronte alla decisione regionale di non ospitare più grandi nomi al Teatro Greco, è stata molto chiara, ossia nessun grande evento organizzato in città, ma piuttosto una serie di piccoli incontri musicali diffusi.

Alla luce della, ancor oggi, immotivata e incomprensibile decisone di precludere il Teatro Greco alla organizzazione di importanti concerti che negli anni precedenti avevano posto Siracusa alla ribalta nazionale – ribadisce l’assessore Fabio Granata tra le cui deleghe figurano Cultura e Turismo – abbiamo deciso come Amministrazione di puntare su una programmazione di eventi musicali diffusa e gratuita nei luoghi più suggestivi di Ortigia e della Città come il Bastione Cannamela-Belvedere alla Turba e prossimamente la Balza Akradina, Cassibile, Belvedere.

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Fabio Granata

Una scelta politica ben chiara dunque, diversa ad esempio da quanto fatto da altre città della provincia, come Noto, Melilli o Avola, per citare alcuni esempi.

La scelta ha trovato certamente i suoi estimatori, soprattutto persone che già trovandosi sul posto, turisti o residenti, si sono visti allietare una serata con bella musica; quello che è mancato però è senza dubbio il richiamo del grande nome, un concerto cioè che da solo avrebbe smosso, come successo lo scorso anno, parte dell’economia della città, a cominciare ovviamente da quella legata alla ricettività e alla ristorazione.

Un obiettivo così ambizioso non era tra quelli realisticamente raggiungibili il primo anno dell'”Ara World Festival”, ossia la rassegna di spettacoli pensata e voluta, con tempi record, da Carmelo Bennardo e Lello Analfino, rispettivamente direttore del Parco Archeologico della Neapolis e direttore artistico; tuttavia l’impegno e la voglia di offrire un calendario con picchi di alta qualità, sebbene per un pubblico più maturo e certamente non di massa, resta innegabile.

Granata prende atto che il tentativo di sostituire il Teatro Greco con una struttura artificiale moderna, sebbene calata in un contesto affascinante come l’Ara di Ierone II, non ha avuto il successo sperato: “D’altra parte – prosegue – l’esperienza di “Ara Festival” non mi sembra abbia avuto un riscontro positivo, sia in termini di spettatori che di rapporto qualità degli spettacoli/costi.
Auspichiamo quindi – dichiara ancora Granata – che il prossimo anno si possa tornare al Teatro Greco almeno per alcuni grandi concerti compatibili con la sacralità del sito.”

E sta tutta qui la difficoltà di interpretazione nella selezione degli spettacoli: quali sono i parametri per definire un’opera “compatibile con la sacralità del sito?” Chi ha deciso ad esempio che Noemi andava bene, ma altri nomi invece no? Con quale metro di giudizio? I decibel, le vibrazioni, altri parametri tecnici? In questo senso, sarebbe opportuno un regolamento chiaro, unico, ben definito. In una sola parola, trasparente.

Granata termina il suo intervento con un’apertura realistica alla possibilità che il Teatro Greco venga precluso per sempre ai concerti “pop”: “Prendiamo seriamente in considerazione l’idea di allestire un nuovo contenitore solo per Concerti ha concluso l’assessore alla Cultura, una location “terza” dunque per tentare di riprendere il filo interrotto lo scorso anno, provando così a dare una sferzata ad una stagione estiva che ha visto dominare di gran lunga, in termini di eventi, manifestazioni e presenze, la provincia sul capoluogo.

 

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