Vincenzo Infantino è il direttore generale di Arpa Sicilia. Dopo quanto accaduto ad Augusta e dopo i fiumi di inchiostro scritti sulla vicenda dell’incendio Ecomac, al centro del dibattito politico e istituzionale da più di 10 giorni, abbiamo avuto la possibilità di intervistarlo direttamente, in esclusiva
D: Direttore Infantino, quanto accaduto negli scorsi giorni rappresenta una delle paure più sentite dalla popolazione che in generale, e questo è evidente anche confrontandosi con la gente per strada o sui social, sotto questo punto di vista ha il timore di non essere tutelata in maniera adeguata. Per la sua esperienza personale, l’evento Ecomac di Augusta a che livello di gravità può essere classificato? Si può già parlare di disastro ambientale, seppur con alcune analisi ancora in corso?
R: Comprendiamo perfettamente le preoccupazioni della popolazione, perché eventi di questo tipo toccano la sensibilità ambientale e la sicurezza percepita dai cittadini.
Sul piano tecnico, l’evento verificatosi presso lo stabilimento Ecomac è stato immediatamente classificato da noi come significativo, ma al momento, sebbene sono in corso ulteriori analisi, non ci sono i presupposti per parlare di disastro ambientale. Le concentrazioni di inquinanti rilevate fino a questo momento non indicano superamenti che la letteratura in materia reputa tale da comportare un rischio acuto per la salute pubblica, ma siamo ancora in fase di analisi di dettaglio su più matrici ambientali (principalmente aria e suolo).
D: Preoccupazione e polemiche vanno spesso in coppia. Arpa ha atteso quattro giorni prima di dare i primi dati, certi e sicuri senza dubbio, ma quattro giorni in cui sindaci e ASP hanno dovuto agire sulla base di preoccupazioni e sensazioni, in via precauzionale, destando allarme nella popolazione. Si tratta di tempi tecnici necessari o è possibile, facendo tutti gli scongiuri del caso, in un eventuale nuovo incidente futuro, ottenere i dati in modo più rapido pur mantenendo la stessa affidabilità?
R: Comprendiamo che in situazioni emergenziali l’attesa dei dati possa generare apprensione e se volete anche panico, ma la tempistica di restituzione dei risultati analitici provenienti dai nostri laboratori che sono accreditati secondo la norma ISO 17025, standard di qualità dei laboratori di prova, è legata alla necessità tecnica di garantire dati affidabili, validati e comunicabili con rigore scientifico.
ARPA non può e non deve fornire stime o ipotesi: il nostro compito è fornire certezze, non alimentare incertezze.
Tuttavia, stiamo già valutando internamente modalità per accelerare l’analisi in contesti emergenziali, attraverso l’implementazione di protocolli predefiniti di analisi, mantenendo invariati gli standard di qualità e l’affidabilità dei risultati. In tal senso ho convocato a Palermo giovedì scorso un confronto importante con i nostri responsabili e operatori di laboratorio per minimizzare ancora di più i tempi di elaborazione dei dati.
D: Lei ritiene che il sistema delle imprese che operano nella zona industriale, incluso l’indotto, possa oggi al netto di questo evento, considerarsi generalmente sicuro da un punto di vista della gestione dei rischi ambientali? Arpa ha intenzione di aumentare i controlli e monitoraggi dopo quanto accaduto ad Augusta?
R: Il sistema industriale dell’area siracusana, inclusa Augusta, opera in un contesto complesso che impone la massima attenzione.
Arpa svolge le attività di controllo e monitoraggio per minimizzare i rischi verificando che le aziende rispettino i limiti emissivi attualmente in vigore, ma l’evento recente dimostra che è necessario rafforzare ulteriormente la prevenzione e la vigilanza.
Questo governo, il presidente Schifani e l’assessore ambiente Savarino, per la prima volta nella storia dell’ARPA, hanno voluto lo stanziamento di 2M€ per l’assunzione a tempo determinato di 26 professionalità idonee per rafforzare i controlli nell’area. ARPA Sicilia ha già predisposto un piano straordinario e i concorsi sono in corso di svolgimento.
Ovviamente noi continueremo a collaborare con gli altri enti preposti per migliorare i meccanismi di risposta rapida e la trasparenza verso i cittadini.
Il direttore ha infine voluto aggiungere una sua dichiarazione:
“La tutela ambientale è un diritto dei cittadini e una responsabilità delle istituzioni come la nostra.
Il nostro impegno è garantire dati oggettivi, agire con tempestività e fare in modo che il territorio possa convivere in sicurezza con la sua vocazione industriale.
Voi giornalisti scrivete di tutto ma il nostro non è un lavoro facile da fare, sapete che la nostra app NOSE operativa sul territorio siracusano è costruita per essere a fianco dei cittadini, e lavoriamo ogni giorno per rafforzare la fiducia, attraverso la trasparenza, la competenza e la presenza costante sul campo. Possiamo e dobbiamo sempre migliorare; le critiche, quando costruttive, sono importanti per migliorare. Ma fa anche bene ricordare che, in situazioni complesse come queste, meno male che c’è ARPA: siamo l’unico ente sul campo a fornire dati verificati, informazioni affidabili e supporto tecnico alle istituzioni e ai cittadini.”











