La Fondazione Museo Pino Valenti avvia una partnership con l’Ente Nazionale Sordi per rendere il patrimonio culturale fruibile a tutti
Domenica la Pirrera Sant’Antonio – Cava del Barocco ha ospitato la prima visita guidata accessibile, realizzata dalla Fondazione Museo Pino Valenti in collaborazione con l’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi, sezione provinciale di Siracusa.
L’iniziativa rappresenta il primo passo concreto del progetto “Melilli Terrazza degli Iblei”, che mira a trasformare il comune ibleo in una destinazione culturale pienamente inclusiva. La presenza di una guida specializzata e di un interprete LIS, forniti dalla Fondazione, ha permesso ai partecipanti di esplorare la storia millenaria della cava attraverso un linguaggio universale fatto di segni e simboli.
Il presidente della Fondazione, Rosario Cutrona, ha annunciato durante l’evento la volontà di consolidare la collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi. Il progetto prevede interventi strutturali sulla fruibilità del sito: dalla realizzazione di una nuova cartellonistica museale dotata di QR code inclusivi, alla produzione di contenuti multimediali in Lingua dei Segni Italiana, fino all’implementazione di sistemi di comunicazione aumentativa con supporti visivi.
“L’accessibilità non rappresenta un’aggiunta al nostro progetto culturale, ma ne costituisce il fondamento”, ha dichiarato Cutrona, ringraziando la professoressa Bernadette Lo Bianco, presidente dell’associazione Sicilia Turismo per Tutti, per il contributo nella progettazione di un modello di turismo realmente inclusivo.
La Pirrera Sant’Antonio, con la sua stratificazione storica che attraversa millenni di storia siciliana, diventa laboratorio di sperimentazione per pratiche inclusive che potrebbero essere replicate in altri contesti museali.
La giornata si è conclusa con un momento di condivisione tra i partecipanti, suggellando un impegno che va oltre la singola iniziativa. La Fondazione Museo Pino Valenti conferma così la propria vocazione sociale, dimostrando come il patrimonio culturale possa diventare strumento di coesione e uguaglianza.










