Il circolo dei democratici denuncia la gestione fallimentare, la mancata gara rifiuti e metodi anti-istituzionali con liste di proscrizione e assenza del sindaco in aula.
«E’ finito il “sistema” Spadola: la città è allo stremo». A puntare il dito contro l’amministrazione comunale guidata dal sindaco, Giovanni Spadola, è il circolo del Pd “Pietro Assenza”, guidato dal segretario Tonino Basile. Le critiche, durissime, investono diversi aspetti dell’azione amministrativa, dal bilancio alla gestione dei rifiuti, fino ai metodi ritenuti anti-istituzionali.
Il documento stilato dai democratici rosolinesi parte dalla questione dei finanziamenti perduti. Il PD respinge “l’accusa al Consiglio Comunale – spiegano gli esponenti rosolinesi del PD – di aver causato la perdita di finanziamenti” definendola “falsa” e sostenendo che “in un Comune in dissesto, ratificare variazioni di bilancio basate su atti incompleti e prive di trasparenza non è un dispetto politico, ma un dovere di tutela verso i cittadini”.
Secondo i democratici, l’urgenza sarebbe stata “usata come paravento per nascondere una cronica incapacità di programmazione, pretendendo che il Consiglio approvasse al buio atti privi dei necessari titoli giuridici”. La critica si concentra sulla mancanza di trasparenza nelle procedure amministrative.
La questione dei rifiuti e della TARI
Sul capitolo rifiuti, il circolo dem utilizza toni particolarmente aspri. La difesa dell’ex maggioranza viene definita “un insulto all’intelligenza dei rosolinesi” perché “nonostante i fondi regionali, le bollette non sono diminuite di un euro”.
Il punto centrale della contestazione riguarda la gara d’appalto per il servizio di raccolta. “La vera vergogna resta la gara d’appalto, promessa entro aprile 2025 e mai stata bandita, l’ultima gara risale all’amministrazione Incatasciato: la città è stata condannata a un servizio costoso, gestito solo tramite proroghe che hanno lievitato i costi e navigazione a vista”, si legge nel comunicato.
La gestione attraverso continue proroghe avrebbe comportato un aumento dei costi per i cittadini senza alcun miglioramento del servizio, secondo quanto sostiene il PD.
Metodi definiti anti-istituzionali
Una riflessione a parte merita la questione dei metodi utilizzati dal sindaco e dal presidente del Consiglio comunale. Si parla di “un degrado dei modi che non ha precedenti nella storia di Rosolini”.
Il PD denuncia “il metodo della lista di proscrizione adottato dal Sindaco nei suoi interventi video: un atteggiamento intimidatorio e populista che punta il dito contro i singoli, delegittimando il dissenso democratico invece di rispondere nel merito del proprio operato”.
Ancora più dura la critica al presidente del Consiglio comunale, Corrado Sortino, “il cui ruolo dovrebbe garantire equilibrio e terzietà”. I democratici denunciano di aver “assistito a un attacco diretto e personale contro un consigliere di opposizione (Rosario Cavallo ndr), un atto che lede profondamente la dignità dell’istituzione che presiede”.
I democratici sottolineano come “quando chi dovrebbe essere il garante dell’aula si trasforma in una parte in causa aggressiva, lo specchio di un’amministrazione allo sbando è completo”.
L’assenza del sindaco nelle sedute cruciali
Un capitolo specifico viene dedicato all’assenza del sindaco durante le sedute del Consiglio comunale del 29 e 30 dicembre. “Risulta politicamente inaccettabile l’assenza del Sindaco durante le sedute cruciali”, afferma il PD, sottolineando che Spadola “deteneva la delega al Bilancio ed era quindi l’unico assessore competente nel merito”.
La critica si estende al ruolo del presidente del Consiglio che “anziché pretendere la presenza del titolare della rubrica finanziaria per garantire il corretto svolgimento del dibattito, ha giustificato l’assenza del primo cittadino con motivazioni surreali”.
Particolarmente contestata la motivazione fornita: “Affermare che il Sindaco fosse impegnato nell’organizzazione del Capodanno è un insulto alle istituzioni, specialmente considerando che l’Assessore allo Spettacolo era regolarmente presente in aula”.
Il bilancio, per i democratici guidati da Tonino Basile, è drammatico: “un’amministrazione allo sbando, dove le priorità del panem et circenses prevalgono sistematicamente sulla responsabilità di governo. Il tempo delle narrazioni suggestive è finito. Il comunicato dell’amministrazione è solo il lamento funebre di chi ha perso il contatto con la città. Rosolini non ha bisogno di salvatori improvvisati, ma di una ricostruzione seria che parta dalle macerie lasciate da Spadola e dai suoi superstiti”.








