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AULA AL CAPOLINEA

Bocciato il bilancio in aula: verso lo scioglimento il Consiglio Comunale di Priolo

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Il sindaco Pippo Gianni resterà in carica senza il contradditorio dell’aula fino alla scadenza del mandato, prevista nel 2028

La mancata approvazione del Bilancio e del Documento Unico di Programmazione decreterà lo scioglimento del Consiglio Comunale di Priolo. Nell’ultima seduta d’aula, la maggioranza dei consiglieri ha optato per la bocciatura dei due documenti, fondamentali per il mantenimento dell’assise, e adesso si attende la nomina di un commissario – da parte del presidente delle Regione Siciliana Renato Schifani – che farà le veci del civico consesso.

Resterà in carica, invece, il sindaco Pippo Gianni, eletto a maggio 2023 e ancora in carica per oltre due anni prima della naturale scadenza del mandato. Sul primo cittadino priolese, e sui consiglieri che compongono la sua maggioranza, si sono riversate le critiche delle opposizioni in aula e delle forze politiche in contrapposizione.

 

LE OPPOSIZIONI: “PROFONDA FERITA ALLA DEMOCRAZIA”

“Quanto accaduto nelle ultime ore in Consiglio comunale a Priolo è un fatto politico gravissimo che segna una ferita profonda alla democrazia della città”. Lo dichiara il gruppo di Grande Sicilia Priolo, intervenendo dopo la bocciatura del bilancio e il conseguente scioglimento del Consiglio Comunale. “L’atto compiuto dai consiglieri di maggioranza insieme al sindaco Pippo Gianni cancella il confronto istituzionale e priva i cittadini della loro rappresentanza. È una scelta organizzata e strutturata che va in direzione opposta rispetto ai principi di trasparenza e partecipazione democratica”.

Il gruppo punta il dito anche contro Alessandro Biamonte. “Biamonte è stato votato sindaco da quei consiglieri che oggi, bocciando il bilancio, manda a casa. È un paradosso politico evidente: elimina proprio quella rappresentanza che, per effetto del voto a sindaco, lo ha trascinato in Consiglio comunale come secondo classificato. Non eletto da una lista, ma in virtù del risultato ottenuto come candidato sindaco. Oggi lo stesso Biamonte cancella la base politica che lo ha portato nelle istituzioni – sottolineano – Con il bilancio non approvato e lo scioglimento del Consiglio, Priolo rischia di essere amministrata senza confronto, senza controllo democratico e senza la piena rappresentanza di maggioranza e opposizione. A pagarne il prezzo più alto saranno, ancora una volta, i cittadini”.

Insieme ai consiglieri GiarratanaValentiMannisiScuottoPinnisiCampioneArangio (Forza Italia, di riferimento al deputato Riccardo Gennuso che ha criticato la scelta dell’aula) e Musumeci (Siamo Priolo), il gruppo di Grande Sicilia Priolo conclude: “Questo non è un punto di arrivo. È il primo round di un percorso lungo e determinato per riportare democrazia, confronto e rappresentanza a Priolo. La democrazia si difende ogni giorno, con coraggio e coerenza”.

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